IN CAROVANA DA PETRALIA A PALERMO
Punto nascite, i sindaci:
“Una battaglia di civiltà”
“La nostra è una battaglia di civiltà” proclama davanti alla Prefettura il sindaco di Petralia Sottana, Santo Inguaggiato. Ha in mano un cartello, indossa la fascia tricolore. Con gli altri otto sindaci del comprensorio e una carovana di auto è arrivato dopo un viaggio di quasi due ore per chiedere la deroga alla chiusura del punto nascite.
Il corteo di auto si è fermato davanti a villa Whitaker dove sindaci e sindacati hanno incontrato il prefetto Antonella De Miro, appena insediata, per sollecitare l'apertura di un tavolo nazionale con il ministero per la Salute, la Regione e l'Asp di Palermo. È una battaglia di civiltà, ripete Inguaggiato davanti alle telecamere, “per la tutela del diritto alla salute dei cittadini”. Poi sottolinea la necessità di separare i numeri (cioè il tetto minimo di 500 parti all’anno) e le esigenze di sicurezza per le mamme e i neonati. E aggiunge: “La nostra comunità è stata offesa. Altrove (Bronte, ndr) sono state concesse deroghe dal sapore clientelare. Rivendichiamo il diritto alla salute dei nostri concittadini. Per raggiungere l'ospedale di Termini Imerese in condizioni ottimali di viabilità si impiega un'ora e trenta minuti. Rivendichiamo la riapertura dell'ospedale in sicurezza, potenziando gli organici. A Petralia c'è una sala operatoria dedicata alle emergenze, mentre negli altri punti nascita a cui è stata concessa la deroga no".
I sindaci hanno pronta anche una proposta e una soluzione di riserva: la fusione dell’ospedale di Petralia con quello di Termini Imerese. Si avrebbero così una razionalizzazione dei servizi e il superamento della soglia minima dei parti.
Con i sindaci c’erano anche i sindacati. Per Michele Palazzotto, segretario della Funzione pubblica della Cgil, il problema va oltre il mantenimento del punto nascite. “Questo – dice – è solo la punta dell'iceberg di un sistema che sta implodendo, perché le strutture sanitarie sono al collasso”.
Per Palazzotto l'accorpamento “non è la soluzione: la Regione deve bandire i concorsi per adeguare le dotazioni organiche negli ospedali e nelle strutture di pronto soccorso”. Per questo la Cgil chiede all'assessore regionale alla salute Baldo Gucciardi di convocare un incontro con i sindacati e contestualmente di far partire i presidi di medicina territoriale.
I sindaci hanno anche il sostegno di Anci Sicilia, l’associazione dei comuni d’Italia. L’Anci ribadisce la necessità di un confronto istituzionale che affronti in tempi brevi la questione, “considerando importante il ruolo e l'attenzione della Prefettura”.
Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell'Anci Sicilia, ribadiscono la necessità di aprire un tavolo di confronto “nella speranza - aggiungono - che si arrivi a soluzioni ottimali e condivise, garantendo all'ospedale di Petralia Sottana - dotato di strutture e di personale di alta professionalità - tutte le dotazioni necessarie”.
08.01.2016