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giovedì, 28 aprile 2016 ore 0:17
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Da Cefalusport
L’IMPROVVISA SCOMPARSA DELL’ALLENATORE

Il calcio e due città sgomenti
per la morte di Cammarata

Il sindaco: lo stadio a lui intitolato
Abbiamo aspettato prima di dare la notizia che non volevamo dare: la morte improvvisa, disperata e inspiegabile di Giuseppe Cammarata. Decidiamo di farlo adesso solo dopo le reazioni pubbliche, il dolore e lo sgomento suscitato a Cefalù e a Geraci Siculo. Anche a Geraci Siculo dove Cammarata era amato e apprezzato come allenatore della squadra di calcio che aveva guidato con successo. A Cefalù Giuseppe era una bandiera: è stato un apprezzato giocatore, nel ruolo di centrocampista, della Cephaledium e di squadre del circondario. Proprio con la Cefaphaledium aveva intrapreso sette anni fa la carriera di allenatore.
È inutile ricordare i particolari della tragedia. Basta dire che Cammarata è stato trovato dai familiari privo di vita nella sua abitazione.
Il cordoglio della città è stato espresso dal sindaco Rosario Lapunzina che ritiene di un consegnare all’oblio la parabola umana del giovane “mister” e per questo annuncia che il Comune gli intitolerà il campo sportivo Santa Barbara.
“Nella sua breve vita – dice il sindaco – ha saputo conquistare oltre ai successi la fiducia e la stima di tanti giovani, di cui è stato amico e maestro. Con la sua esistenza ha testimoniato i valori positivi che lo sport può infondere: rispetto delle regole, spirito di gruppo, solidarietà. Per questo ritengo giusto che, oltre che nella memoria degli amici e di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, il suo nome resti consegnato ai posteri in associazione a un luogo che per lui era tanto caro e che è stato teatro dei suoi successi”.
Sconvolti i dirigenti, i giocatori, i tifosi della squadra di calcio Geraci. I suoi ragazzi erano tutti in campo ad aspettarlo, pronti per l`allenamento. Ma Peppe non è mai arrivato.
“La prima volta che l’ho conosciuto – ricorda Maria Pia Scancarello – abbiamo fatto una bella intervista in riva al mare. Avevo tanto sentito parlare di lui dai suoi ragazzi. Ricordo che in assoluto più di tutto mi ha colpito la sua grinta. Gli ho chiesto più di una volta l’età perché non riuscivo a credere che in un ragazzo così giovane ci fosse già tanta determinazione e tanta maturità”.
“Lo abbiamo visto guidare, aggiunge Maria Pia Scancarello, la nostra squadra verso la realizzazione di un grande sogno chiamato prima categoria. E così è entrato nei nostri cuori e nella storia del paese. L`ultima volta che abbiamo parlato è stato meno di un mese fa, prima di una partita importante. Peppe di è accertato che venissimo numerosi a fare il tifo e mi hai detto: ‘Mi raccomando, abbiamo bisogno di voi’. E anche quella partita lui e i suoi ragazzi l`hanno vinta”.
05.01.2016

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