IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO A 28 PRECARI
Cefalù verso la paralisi
Sos del sindaco al governo
È un appello forte e quasi disperato quello che è partito dal municipio di Cefalù. Destinatario il prefetto di Palermo e, per suo tramite, il ministro dell’Interno e quindi il governo. Il Comune corre verso la paralisi perché non può rinnovare i contratti a 28 precari. È l’effetto del decreto che proroga di un anno i contratti dei precari ma non per quelli dei comuni che hanno dichiarato il dissesto. Di recente il comune ha adottato il programma del fabbisogno di personale per il triennio 2016-2018 e ha trasmesso il carteggio alla commissione ministeriale per la stabilità finanziaria degli enti locali. Chiedeva la conferma per i 28 in scadenza il 31 dicembre e la proroga del servizio di otto ore del ragioniere generale che il comune di Cefalù utilizza in convenzione con il comune di Valguarnera. Si aspettava la risposta. E la risposta è arrivata per telefono sia pure in una forma non ufficiale: la commissione avrebbe respinto il provvedimento adottato dal Comune.
La conseguenza è scontata e purtroppo drammatica. Nella nota al prefetto il sindaco Rosario Lapunzina segnala “l’impossibilità di poter gestire tutto il settore finanziario ed economico”, dove tutti gli addetti sono precari in scadenza. Ma sarà impossibile gestire anche le altre attività istituzionali. In una parola: si va verso la paralisi.
Il sindaco fa il punto della situazione: “La dotazione organica comprende 111 posti di cui 84 a tempo pieno e 27 a tempo parziale mentre risultano coperti 81 posti di cui 76 a tempo pieno e 5 a tempo parziale per la gestione di tutte le attività istituzionali interne ed esterne, cui si affiancheranno, fino al 31 dicembre, 79 lavoratori a tempo parziale e determinato tra i quali 27 in scadenza al 31 dicembre 2015 e uno al 31 marzo 2016.
Spiega ancora Lapunzina nella nota-appello al prefetto: “A fronte della decisione della commissione ministeriale la struttura organizzativa subirà conseguenze gravi, per certi aspetti drammatici, ove si pensi che tutti i servizi erogati sono supportati da personale precario; a tal fine si cita, a titolo di esempio, il settore tributario che è gestito soltanto da lavoratori a tempo determinato ad esclusione del relativo responsabile. I servizi anagrafe, stato civile, elettorale, Aire, statistica, leva, pubblica istruzione, toponomastica e cimiteriali amministrativi sono gestiti da personale a tempo determinato e parziale e da quattro dipendenti a tempo indeterminato, e così anche per il settore finanziario ed economico e provveditorato cui si aggiunge l’assenza del responsabile essendo stata respinta anche la proroga del rapporto convenzionale con il comune di Valguarnera. Analoga situazione vale per tutti gli altri settori”.
Aggiunge il sindaco che il personale precario “è impegnato per la gestione delle funzioni fondamentali, tra le quali la mensa scolastica, la quale non potrà essere garantita per il prosieguo dell’anno scolastico, la protezione civile, la polizia municipale, dei servizi sociali”.
Ma quello che preoccupa è soprattutto il blocco del settore finanziario ed economico: non sarà possibile dal mese di gennaio elaborare i rendiconti e curare tutte le fasi gestionali per l’approvazione del bilancio riequilibrato.
“La stessa commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali – sottolinea il sindaco – ai fini della verifica dei presupposti per l’autorizzazione di nuove spese di personale richiede che tutti gli atti contabili siano certificati dal responsabile del servizio finanziario, che per il Comune di Cefalù rimarrà un fantasma”.
La paralisi è certa. A meno che il ministro dell’Interno non venga incontro alla richiesta del comune di concedere la proroga. E a questo mira l’appello del sindaco per una soluzione eccezionale. Come eccezionale è la situazione nella quale si ritrova il comune sotto il peso di un indebitamento che viene da lontano.
18.12.2015