PASSO FALSO PER L’OPPOSIZIONE
Cefalù, bocciata la mozione
di sfiducia al sindaco
Il consiglio ha bocciato la mozione di sfiducia al sindaco Rosario Lapunzina. Quello che era stato pensato come un attacco finale si è risolto invece in un passo falso politico per l’opposizione. Lo dicono anche i numeri: la mozione è stata respinta con 12 voti contro 7. Strada facendo, anche uno degli otto firmatari, Giovanni Iuppa, ha fatto un passo indietro. Non era molto convinto quando ha firmato il documento, alla luce delle ultime vicende ha maturato il convincimento che quell’atto non fosse in grado di incidere nella vita politica della città.
Alla fine la mozione di sfiducia è stata votata da sette degli otto promotori: Marco Larosa, Giovanni Cassata, Mauro Scialabba, Pasquale Messina, Patrizia Messina, Francesco Riggio, Vincenzo Liberto.
Il sindaco – avevano scritto fra l’altro - avrebbe violato il patto sottoscritto con gli elettori. Non avrebbe aperto una fase di confronto e di dialogo con le altre forze presenti in consiglio comunale, tranne in talune circostanze in cui avrebbe presentato proposte indiscutibili. Perciò, secondo loro, “il consiglio comunale non può più assistere passivo, solo per tenere egoisticamente la propria sopravvivenza, ad un così grave degrado senza farsi complice di una inaccettabile inerzia delle Istituzioni, a tutto danno della comunità e dei concittadini”.
La reazione del sindaco era stata misurata. Si era detto tranquillo perché mancavano i numeri per fare passare la sfiducia. E giudicava l’iniziativa “strumentale” perché, in quel momento, deviava l’attenzione dell’opinione pubblica dal tema cruciale del dissesto finanziario.
Ieri Lapunzina ha colto l’occasione per dare qualche risposta sull’attuazione del suo programma. Il suo mandato, ha ricordato, è stato condizionato dal fatto che per 34 voti la sua amministrazione non ha conquistato la maggioranza in consiglio. E in più, ha sottolineato, ha trovato un Comune in preda al disordine contabile. “È l’unico comune d’Italia – ha detto – che ha dovuto riformulare e riapprovare i bilanci di tre anni”. Lapunzina ha rivendicato il merito di avere messo mano al riequilibrio dei conti, di avere fatto ripartire i progetti di opere pubbliche (tra cui la caserma dei vigili del fuoco), di avere riacquistato credibilità nei rapporti con i cittadini, lo Stato, le banche, la Corte dei conti. Altri segni di ripresa vengono dall’incremento delle presenze turistiche.
11.03.2015