SINDACI E CITTADINI MANIFESTANO A PALAZZO D’ORLEANS
Punto nascite, a Palermo
la protesta contro la chiusura
Lapunzina: “La soluzione è una rete”
Il gruppo più agguerrito è venuto da San Mauro Castelverde. Ma tanti sono venuti da Cefalù e dagli altri paesi del distretto sanitario 33. E con loro c’erano i sindaci che con la fascia tricolore hanno protestato davanti a palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione, contro la chiusura del punto nascite. Non si ferma la mobilitazione dei cittadini di fronte a quello che il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, definisce un provvedimento “iniquo” perché penalizza un vasto territorio cancellando una delle strutture più efficienti della sanità siciliana.
Il taglio è stato deciso sulla base di una norma nazionale che fissa un tetto minimo di 500 parti all’anno. Nel 2014 a Cefalù sono stati 420. E questo dato numerico è servito da solo a decretare la chiusura del punto nascite. La firma nel provvedimento è dell’assessore regionale Lucia Borsellino ma la pressione è venuta, con dichiarazioni forti e minacce di commissariamento, dal ministro della sanità Beatrice Lorenzin. E però, è il rilievo dei sindaci del distretto, non si è cercata una soluzione accettabile. Lapunzina l’ha preannunciata in piazza e l’ha tirata fuori davanti alla commissione sanità dell’Ars dove è stato sentito nell’ambito di una seduta alla quale era stata invitata anche Lucia Borsellino, che si è fatta rappresentare dal capo di gabinetto.
Di quale soluzione si parla? “Semplice. Nei giorni scorsi – spiega il sindaco – è stato modificato lo statuto della fondazione Giglio con l’ingresso di due nuovi soci, gli ospedali Civico e Villa Sofia-Cervello. Bene, noi siamo pronti per costituire con loro una rete che consentirebbe non solo di mantenere il punto nascite di Cefalù ma anche di elevare ancora il livello delle prestazioni offerte”.
La proposta trova il consenso degli altri sindaci che sostengono la protesta. A piazza Indipendenza si sono ritrovati oltre un centinaio di manifestanti, che portavano lo stesso striscione esposto domenica a Cefalù (“Chi chiude il centro nascite dice no alla vita”), e i primi cittadini e gli amministratori di Castelbuono, Lascari, Collesano, Gratteri, San Mauro Castelverde, Pollina. C'era anche il presidente del Parco delle Madonie, Angelo Pizzuto. Sono arrivati con i gonfaloni dei comuni, affiancati da quello di Cefalù, per dare anche il senso di una mobilitazione istituzionale. Da Cefalù, con il sindaco Lapunzina, sono arrivati tra gli altri il vice sindaco Salvatore Curcio, gli assessori Vincenzo Garbo e Antoniella Marinaro, i consiglieri Nicolò Pizzillo e Enzo Terrasi, il segretario del Pd Daniele Tumminello. “Non possiamo rinunciare – dice il sindaco di Castelbuono, Antonio Tumminello – a un punto nascite che assolve a una funzione importantissima per il territorio, anche per la posizione in cui si trova”.
“Una soluzione – aggiunge Lapunzina – si deve trovare. Con la formula degli ospedali riuniti sono stati salvati gli ospedali di Petralia Sottana e di Corleone. Cefalù è in grado di costituire, con la nuova fondazione Giglio, una rete di alto livello. Non è una rivendicazione di impronta localistica: siamo qui per difendere gli interessi dei cittadini e della buona sanità”.
10.03.2015
la Redazione