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domenica, 27 ottobre 2013 ore 2:50
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POESIA

Con Macchiato d'inchiostro
primo premio per Barbara

Premiazione all'Ospedaletto di Lascari
Gli ultimi caldi giorni d’estate regalano una nuova soddisfazione a Barbara Maria Scorsone, piccola poetessa termitana ormai presente da tempo nel panorama letterario regionale e nazionale alla luce dei numerosi successi ottenuti con le sue poesie. Infatti nella splendida cornice dell’Ospedaletto di Lascari si è tenuta sabato 24 agosto, la serata di premiazione della rassegna “Poeti e Sognatori”, giunta quest’anno alla ottava edizione, che ha visto la giovane poetessa vincere il primo premio della sezione giovani con la poesia “Macchiato d’inchiostro”. La rassegna, gestita ormai da tanti anni, dalla sezione Auser di Lascari ha vissuto quest’anno una edizione davvero ricca di significato culturale ed artistico, con una perfetta organizzazione arricchita dalla presenza di un numerosissimo pubblico che ha potuto apprezzare la lettura delle poesie premiate insieme a momenti musicali e di intrattenimento vario. Poesie e musica, dunque, ma anche sfilata di moda e tanto impegno sociale, in una lunga e piacevole serata in cui il comitato organizzatore, l’istituzione pubblica spazi socio-culturali dell’ospedaletto, i numerosi amministratori locali e i poeti hanno accompagnato con i loro interventi il pubblico in un percorso di parole ed emozioni preziose. Barbara, che ha presentato lo scorso anno “Petali”, il suo primo libro di poesie edito da Arianna editrice, si è detta felicissima per l’importante successo e ringraziando soddisfatta giurati e pubblico, ha dato appuntamento alla prossima edizione della manifestazione che rappresenta ormai uno dei momenti principali delle attività estive di Lascari, sempre più riconosciuto centro culturale della zona, e dell’intero territorio.



Macchiato d’inchiostro

Tra le dita
unte d’inchiostro
emerge pian piano
il mio riflesso.

Una corsa nel vento
tra nubi assai chiare
accolta dall’aria,
i respiri del mare.

Lo specchio dell’anima
opaco e sfregiato
non teme verità,
ormai è abituato.

È un corpo scomposto, deriso,
indeciso,
l’unione di cuore, stomaco
e viso.

Troppo rumore,
poca chiarezza.
Troppo silenzio,
estrema freddezza.

Un riparo instabile,
per niente sicuro.
L’inesprimibile sentimento,
la sensazione di sgomento.

La penna che scrive
e continua il suo volo.

Parole vuote,
molte lontane,
narrano ricordi
d’amore, di frane.

L’impulso di scrivere,
di andare avanti,
e la voglia di smettere,
troppi tormenti.

Il foglio bianco, preciso, perfetto,
ora è scuro,
macchiato d’inchiostro.
Ricco di me e di ciò che penso.

Lui è un amico,
un caro compagno.
Ascolta felice, senza parlare,
vuole tacere.

Adesso righe nere
andate lontano,
ma un giorno tornate,
vi aspetto.

Vi voglio vicino.

26.08.2013
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