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domenica, 29 settembre 2013 ore 23:02
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Anna Rosa Corsello
ACCUSA DI PECULATO PER ANNA ROSA CORSELLO

Chiesto rinvio a giudizio
per le spole in autoblù

Crocetta: la dirigente resta al suo posto
La cefaludese Anna Rosa Corsello, dirigente regionale del dipartimento Formazione e lavoro, è stata rinviata a giudizio dal gip Guglielmo Nicastro per l’accusa di peculato. L’indagine della Procura della Repubblica è dopo l’arrivo di una lettera anonima indirizzata ai procuratori Leonardo Agueci e Sergio Demontis, dove si raccontava molto dettagliatamente – come La Voce ha raccontato in un articolo del 24 aprile – i 568 viaggi fatti tra Palermo e l’abitazione di Cefalù a spese della Regione dalla dirigente, con dodici differenti auto blu e con l’uso del telepass dell’ufficio tra il 2004 e il 2011. Un totale di quasi 123mila chilometri. “Il dirigente del dipartimento Formazione della Regione, Anna Rosa Corsello, indagata per peculato, rimane al suo posto. Perchè dovrei rimuoverla? C’è solo una richiesta di rinvio a giudizio. Bisogna rispettate la legge, i magistrati e anche il diritto alla difesa. Non è mai accaduto nella storia mondiale che qualcuno venga rimosso per una richiesta di rinvio a giudizio”, aveva già detto ad aprile il governatore Rosario Crocetta, che ora aggiunge: "La dirigente mi ha comunicato che rinuncerà all'uso dell'auto di servizio. Non è necessario alcun provvedimento da parte dell'amministrazione".
Intanto, se le accuse fossero confermate, la donna non potrebbe più occupare il suo posto né ricoprire ruoli di responsabilità in un ente di Formazione. E a stabilirlo sarebbe proprio la clausola inserita dalla stessa dirigente Corsello nel recente Patto di integrità, propedeutico al nuovo Piano della formazione professionale, che inserisce il reato di peculato tra i motivi che impediscono l'assunzione in un ente di Formazione.
La donna ha però sottolineato che i viaggi per i quali è stata accusata erano tutti a scopo professionale: “Andavo giornalmente su un territorio nel quale esercitavo la mia competenza. In quel periodo dirigevo l'ufficio provinciale di Palermo che aveva competenza su 11 centri per l'impiego, uno dei quali è quello di Cefalù. Se avessi usato un mio mezzo avrei avuto diritto a ventimila euro di rimborsi”.
05.06.2013
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