Sei comuni difendono l’ufficio
del giudice di pace di Gangi
I sindaci di sei comuni delle Madonie, Gangi capofila, hanno chiesto al ministero della giustizia con delibere dei consigli comunali il mantenimento dell’ufficio del giudice di pace di Gangi. La soppressione (assieme a quella di altre centinaia di uffici del giudice di pace) è prevista da un decreto legislativo del governo Monti. Nel documento i comuni assicurano che si occuperanno di sostenere le spese per il mantenimento dell’ufficio oltre a destinare, per il funzionamento amministrativo del servizio, quattro impiegati comunali: due del comune di Gangi e altri due dei comuni limitrofi.
“All’approssimarsi del 29 aprile, termine ultimo per la presentazione dell’istanza al ministero della giustizia, ho sollecitato – spiega il sindaco Giuseppe Ferrarello – gli altri sindaci e consigli comunali a sottoscrivere il documento. Gli uffici sono attualmente ubicati in locali comunali e come Comune ci siamo sobbarcati anche le spese di gestione. Abbiamo messo a disposizione due impiegati mentre altri due arriveranno dagli altri comuni. Rimane comunque la possibilità per altri comuni di aderire alla convenzione”.
“Questo sforzo – conclude Ferrarello – è voluto dal territorio. È un enorme sacrificio per le casse comunali mantenere un servizio ma principalmente un presidio dello Stato che consente alla cittadinanza un rapporto vicino e diretto con le istituzioni giudiziarie. Rappresenta anche un fondamentale servizio per la collettività perché evita lunghi ed estenuanti viaggi verso sedi più lontane”.
29.04.2013