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venerdì, 10 maggio 2013 ore 18:22
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IL SEGRETARIO FIOM A TERMINI IMERESE

Landini sulla vertenza Fiat:
“Sia questione nazionale”

“Termini Imerese deve tornare a essere una questione nazionale, è una vicenda che non può essere scaricata sui lavoratori, né può essere solo una questione regionale. È necessaria quindi un’assunzione di responsabilità da parte di governo e Fiat, i soggetti firmatari dell’accordo mai realizzato”. Lo ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, oggi a Termini Imerese per partecipare a un’assemblea sulla vertenza Fiat. È stata un’occasione per tornare a ribadire che “la Fiat non può tirarsi fuori dal problema di dare una risposta produttiva e occupazionale a questo territorio: non è accettabile – ha sottolineato Landini - che, non essendo andata in porto la reindustrializzazione, Fiat pensi di chiudere e di licenziare i lavoratori. Siamo oggi qui per dire ai lavoratori che non li lasceremo soli”.
Landini ha anche sostenuto che la “vicenda di Termini Imerese deve essere una priorità del nuovo governo”. Così come lo è per la Fiom, che mette questa vertenza con le questioni della ripresa produttiva e della difesa dell’occupazione, tra i temi centrali della manifestazione nazionale che si svolgerà il 18 maggio a Roma. “Una manifestazione - ha sottolineato Landini - che si rivolge a tutti e che vuole essere un’iniziativa per rimettere al centro la democrazia e il problema del lavoro, a fronte di situazione che continua a peggiorare e nella quale si registra l’aumento della distanza tra persone e politica, tra persone e istituzioni”.
Se lo stallo sulla vertenza Fiat dovesse continuare la Fiom annuncia l’intensificarsi delle iniziative di lotta. Il sindacato pensa anche a una mobilitazione nazionale su tutto il settore della componentistica auto.
A Termini l'obiettivo restata la riapertura della discussione con la Fiat. "Non accettiamo licenziamenti e il fatto che sia sprecato tempo per arrivare a licenziare" ha detto Roberto Mastrosimone, segretario della Fiom di Palermo. “Bisogna tornare a discutere con Marchionne”, ha sottolineato Mastrosimone il quale non esclude l’ipotesi che si possa tornare a parlare di un “eventuale impegno diretto di Fiat su Termini Imerese, considerando che i numeri odierni per quanto riguarda i lavoratori sono dimezzati”.
“Bisogna valutare tutte le ipotesi - ha detto Mastrosimone - anche al di là dell’auto, considerato che la Fiat è impegnata anche in altri settori. Al presidente della Regione - ha aggiunto - abbiamo anche chiesto di verificare se ci sono altri partner che possano fare da ponte con la Chery”.
Mastrosimone ha sottolineato che “i punti fermi devono essere il prosieguo del coinvolgimento di Fiat, che non ci siano licenziamenti e che la cassa integrazione, in scadenza il 31 dicembre, venga prolungata per tutti, indotto compreso. Fino a quando si arrivi a una soluzione produttiva che garantisca tutti i lavoratori. Adesso - ha ribadito - è il momento di prospettare per il sito industriale soluzioni concrete”.
23.04.2013
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