IN PIAZZA LE REALI CONDIZIONI DEL COMUNE
Il sindaco: “A Cefalù debiti
nascosti da bilanci paralleli”
Elezioni, Croci ricorre in appello
Cefalù sembra destinata a una lunga stagione di austerità. A provocarla sarebbe, infatti, la grave crisi economico finanziaria in cui versano le casse del Comune. “I debiti che non avevano la proposta di riconoscimento da parte del consiglio comunale – ha detto con voce segnata dalla commozione il sindaco, Rosario Lapunzina – si nascondevano nei cassetti. Un bilancio parallelo tenuto fuori dalla contabilità, nel corso degli anni ha fatto lievitare ad oltre 12 milioni di euro il vuoto nelle casse del Comune". Ed ora a piangerne le conseguenze potrebbero essere i cittadini che, se dovesse essere dichiarato il dissesto finanziario, si ritroverebbero con aliquote altissime. Tarsu, Imu, Irpef sarebbero, infatti, alle stelle. Per non parlare del suolo pubblico che potrebbe essere addirittura triplicato.
Il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, ha detto che la grave crisi in cui versa la città ha indubbiamente le sue origini. E se un debito, quello con la famiglia Parlato, ne è alla base, non si può lasciar passare inosservata l’allegra gestione del decennio di Simona Vicari: tra consulenze e avanzi di amministrazione fittizia, “si è tenuto un tenore di vita ben più alto delle possibilità”, ha detto Lapunzina in un comizio in piazza Duomo convocato per "informare la città”.
Cefalù, dunque, è a rischio dissesto finanziario. Tutto dipenderà dall’audizione che il sindaco avrà mercoledì 14 novembre presso la Corte dei conti. Ma anche nel caso in cui i giudici contabili dovessero concedere i sei mesi di proroga che il Comune chiederà, il clima di austerità si preannuncia più che pesante per i cittadini. Fatta eccezione per la prima casa, si troveranno maggiorate le altre aliquote, compresa quella del suolo pubblico. A farne le spese, in questo caso, sarebbero non solo bar e ristoranti, ma pure i venditori ambulanti. Per non parlare poi della preannunciata vendita del patrimonio immobiliare del Comune: il circolo Unione, i locali di piazzetta Purgatorio, quelli della Corte delle Stelle che attualmente ospitano l’Auser, il parcheggio multipiano di via Verga e il mercatino ittico, infatti, potrebbero essere messi in vendita pur di far cassa. Se poi, invece, la Corte dei conti dovesse chiedere al sindaco Rosario Lapunzina di dichiarare il dissesto, la situazione potrebbe precipitare ulteriormente: per ben cinque anni tutte le aliquote sarebbero al massimo indipendentemente dal risanamento economico.
Il sindaco Lapunzina nel suo comizio alla città non ha mancato di lanciare un appello a tutti affinché collaborino in questo momento di particolare gravità, pagando quanto devono. In particolare il sindaco si è rivolto ai grandi utenti – gli albergatori cefaludesi – che devono al Comune circa 2 milioni di euro e che, invece, hanno aperto con il Comune un contenzioso, determinando così un ulteriore aggravio per le casse comunali. Il debito con Parlato ammonta ad altri due milioni circa. E' la diifferenza di valore, riconosciuta dal tribunale, per l'esproprio del terreno sul quale è stato poi costruito il nuovo ospedale.
Lapunzina ha pure fatto sapere di aver già parlato con i maggiori creditori – Parlato e, per la potabilizzazione, Vezio Vazzana – perché si convincano a ridurre e a rateizzare quanto loro spetta, bloccando gli interessi già maturati. Insomma, uno sforzo da parte di tutti per salvare una città dal default.
Altra novità durante il comizio: la notizia data da Rosario Lapunzina in conclusione, quasi una ciliegina sulla torta: Edoardo Croci, il professore che parla milanese e che voleva diventare sindaco di Cefalù, nonostante abbia perso il ricorso presentato al Tar, non si è dato per vinto e si è appellao al Consiglio di giustizia amministrativa chiedendo l’annullamento delle elezioni di maggio.
Insomma, se da un lato i debiti rappresentano la scure con cui l’amministrazione sta facendo i conti per scongiurare il peggio per i cittadini, dall’altro c’è chi ecletticamente continua a perseguire l’obiettivo di raggiungere il potere a tutti i costi in un Comune che rischia di non poter pagare neppure gli stipendi ai propri dipendenti.
11.11.2012
Riccardo Gervasi