INTERVISTA ALLO SCRITTORE
Collura, “amo la rupe, il mare
e il mal di vivere dei cefalutani”
“M'innamorai di Cefalù dieci anni fa”
Ama il mare ma cerca le rupi. Per questo Matteo Collura si è legato a Cefalù in modo profondo, abbandonato, a cominciare da quel paesaggio rupestre sullo specchio d'acqua che rende così affascinante questo piccolo angolo di mondo. Un legame che non ha radici antiche, ma di certo sincere, e un affetto scoperto tardi.
“Il mio è un amore adulto – racconta Collura, che il 31 agosto riceverà la cittadinanza onoraria del borgo marinaro – e quando si ama da grandi lo si fa senza ripensamenti, in modo totale, gustando il senso profondo del sentimento che si prova. Torno a Cefalù da soli dieci anni, e per questo dico che il mio è un innamoramento senile, avvenuto quando avevo già 57 anni”, ha aggiunto lo scrittore che ha dedicato a Cefalù un intero capitolo del suo libro, L'Isola senza ponte.
“Ho la fortuna di poter dire che nel mio caso si tratta di un affetto pieno e ricambiato. In questa città ho molti amici. Cefalù è un luogo di grande fascino che, da sempre, attira scrittori, artisti, maghi e uomini particolari e interessanti. Tra loro ho trovato persone con cui ho stretto legami importanti. Questo è un luogo di grandi suggestioni – dice Collura – e di passioni senza mezze misure”. E senza mezze misure – per il giornalista del Corriere della Sera e del giornale L'Ora che, in passato, ha scritto anche per La Voce – sono anche i suoi abitanti. “Cefalù è abitata da gente strana, a volte gentile in maniera straordinaria, a volte cieca e sorda, e muta, al punto da non rispondere a un tuo saluto quando entri in un negozio per comprare qualcosa. Dei cefaludesi, però, devo dire che ho sempre notato la strana espressione. Poetica, forse. Difficile da interpretare, sicuramente. Sembra l'espressione del male di vivere – dice Collura – come se a Cefalù, quasi per contrappasso alla bellezza dei luoghi, la gente fosse sempre siddiata, per dirla alla siciliana. Io questa loro sensazione la chiamo saudade, perché quella che leggo nei loro occhi è come una nostalgia”. Descrizione perfetta di quella 'cefalitudine' che è forse più la croce che non la delizia di chi si trova a vivere - per poco o per sempre - in questo luogo.
La cerimonia di consegna della cittadinanza a Matteo Collura avverrà alle ore 19.30 alla Sala delle Capriate del Comune.
30.08.2012
Paola Castiglia