LA FESTA DEL SS SALVATORE
Cefalù, appello del vescovo
agli uomini “liberi e forti”
“La politica pensi al cambiamento”
“È tempo di onestà e di competenza”. Non è un discorso politico quello del vescovo Vincenzo Manzella. Ma dal sagrato della cattedrale, a conclusione della festa per il santissimo Salvatore, rivolge una riflessione alla politica perché abbia il coraggio di cambiamenti per i quali servono “uomini credibili senza paura dell’oggi né complessi del passato”. Ci vogliono insomma uomini nuovi che non abbiano paura di cambiare. “Uomini autentici capaci di perdere senza mettersi in dubbio”.
L’appello di monsignor Manzella segue lo spirito, e in qualche passaggio le parole, dell’appello rivolto nel 1919 da don Luigi Sturzo agli “uomini liberi e forti”. Proprio quelli di cui la Sicilia avrebbe bisogno nel prossimo appuntamento elettorale che dovrebbe segnare una “svolta per il bene comune”. Uomini e donne che si facciano interpreti di un “profondo rinnovamento politico”, non indugino sull’interesse personale e si impegnino per uno “sviluppo sostenibile” della Sicilia.
C’è un senso di modernità ma, va pure sottolineato, soprattutto una forte visione etica della politica nella richiesta della “svolta”. Sono i valori, sottolinea il vescovo, a cui la chiesa presta attenzione e non certo le maggioranze perché è proprio la qualità morale che viene chiesta, come don Sturzo nel 1919, agli uomini “liberi e forti”.
Alla chiesa resta il compito di dare indicazioni e di sollecitare comportamenti coerenti con i principi di onestà e di rispetto del bene comune da parte di "uomini che non abbiano grilli per la testa né interessi personali". Per i quali il vescovo può solo invocare il Salvatore: “Salvaci, difendici, proteggici”.
06.08.2012