A Termini nessuna illusione:
“Servono solo impegni chiari”
L’annuncio della visita dei cinesi di Chery a Termini Imerese suscita sorpresa ma non fuga le diffidenze accumulate tra un rinvio e l’altro. Ormai quasi nessuno è disposto a dare credito a Massimo Di Risio e ai suoi annunci su imminenti accordi per la ricapitalizzazione della Dr Motor.
Ma ce i cinesi son o i interessati allo stabilimento dismesso dalla Fiat è necessario, avverte il sindaco Totò Burrafato, che “Chery manifesti il suo interesse e scenda direttamente in campo prima della riunione del 16 luglio prossimo al Ministero dello sviluppo economico, e cioè che si impegni per questa proposta piuttosto che condividerla”.
L’unico dato positivo viene rintracciato da Burrafato nel fatto che gli stabilimenti siciliani, che si trovano al centro del Mediterraneo, “possono avere una nuova missione produttiva, soprattutto per i produttori dell’estremo Oriente, che potrebbero utilizzarli come base per il mercato europeo dell'auto”.
Molto netto e tranciante il giudizio di Roberto Mastrosimone, segretario provinciale della Fiom: “Il vero problema per il rilancio del polo industriale di Termini Imerese e dell'attuazione dell'accordo di programma quadro? Ha un nome e un cognome: Massimo Di Risio. La sua ostinazione a restare ancorato a questo progetto, nonostante i problemi finanziari della Dr, rischia di rappresentare un problema e un ostacolo per arrivare a soluzioni concrete, in tempi brevi, capaci di offrire garanzie per tutti gli operai della Fiat e dell'indotto”.
“Se Chery, così come altre case automobilistiche, è interessata ad acquisire la fabbrica – aggiunge Mastrosimone – lo dica direttamente, senza l'ausilo di intermediari, nella riunione in programma al Ministero dello sviluppo con le parti sociali il 16 luglio a Roma, dove avremo certezze sulla questione dei 640 esodati e sulla cassa integrazione per il 2013”.
29.06.2012