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PUBBLICATA SOLO LA DELIBERA DI ADOZIONE

Cefalù, il Prg rimane
un oggetto misterioso

Il Pd chiede l’intervento del prefetto
Si conosce la delibera ma restano inaccessibili gli elaborati tecnici e le tavole illustrative del nuovo piano regolatore di Cefalù. È incomprensibile che ai cittadini non sia consentito di sapere cosa preveda lo strumento urbanistico sullo sviluppo edilizio e sull’assetto futuro del territorio. Per questo il capogruppo del Pd al consiglio comunale, Rosario Lapunzina, si è ora rivolto al prefetto, al Ministero per la pubblica amministrazione e all’assessore regionale agli enti locali.
Prima di sollecitare un intervento sostitutivo per dare la più ampia pubblicità agli atti del nuovo Prg, che resta un oggetto misterioso, Lapunzina si è rivolto al segretario generale del Comune che a sua volta ha chiesto, ma non ha avuto, indicazioni al commissario ad acta Giuseppe Traina. È stato proprio Traina ad approvare il 4 agosto lo schema di massina del piano regolatore generale propedeutico alla redazione del progetto definitivo nonché allo studio agricolo-forestale e allo studio geologico del territorio comunale.
Il consiglio ha poi approvato gli atti di propria competenza e ha pubblicato la delibera del commissario. Ma non tutti gli altri documenti. Dopo quasi un mese Lapunzina ha chiesto la pubblicazione integrale della variante. Era il primo settembre. Non è accaduto nulla. E così, dopo due mesi e mezzo, Lapunzina ha fatto partire l’esposto per il prefetto. “È fortemente inusuale e lesivo del diritto dei cittadini alla tutela dei propri interessi legittimi – scrive – che un commissario ad acta disponga ‘per le vie brevi’ l’omissione della pubblicazione di atti di fondamentale importanza quali gli studi tecnici e gli elaborati grafici a corredo dello schema di massima della variante generale del Piano regolatore generale”. Da qui la richiesta della “ripubblicazione dello schema di massima della variante generale del Prg, con tutti gli atti ad esso allegati, al fine di eliminare le gravi anomalie evidenziate e tali da poter arrecare un grave pregiudizio alla qualità dei servizi resi alla collettività, oltre ai principi di imparzialità, trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione”.
Nella sua nota Lapunzina, oltre a chiedere di essere sentito a chiarimento, ripercorre le tappe più recenti dell’adozione dello schema di variante e ricorda che l’obbligo della pubblicazione integrale di studi e documenti deriva da una circolare del 1998 dell’assessorato regionale al territorio e ambiente. Ma anche dall’esigenza di mettere i cittadini nelle condizioni di avere del nuovo Prg la più ampia conoscenza.
20.10.2010
Redazione
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