Cefalù, abusi sulle colleghe
Denunciato e condannato
Nel giorno in cui si ricordano le violenze sulle donne un uomo di Cefalù è stato condannato a 4 anni per abusi sessuali, minacce e calunnia nei confronti di due colleghe di lavoro. Avrebbe allungato le mani e costretto le due donne a subire le sue aggressioni addirittura sul posto di lavoro. La sentenza è stata emessa dal tribunale di Termini Imerese.
I fatti risalgono a un periodo compreso tra il 2015 ed il 2016. L’uomo, che ha 50 anni, e le due donne lavoravano per una cooperativa che aveva anche la gestione della mensa dell'ospedale Giglio del tutto estraneo al caso giudiziario. L’uomo avrebbe ripetutamente toccato le colleghe per quasi due anni. Una sarebbe stata costretta a un rapporto orale. Una delle vittime, al culmine dell’esasperazione, una volta ha reagito pesantemente. Le sue urla avrebbero attirato l'attenzione di altri lavoratori che sono intervenuti per sedare gli animi. In quella occasione l’uomo avrebbe minacciato la collega con espressioni intimidatorie: "Ti ammazzo. Staccherò la testa a te e a tuo marito".
L’episodio ha fatto venire alla luce una situazione ormai intollerabile. E ha finito per spingere la donna a presentare una denuncia ai carabinieri di Cefalù. Anche l'altra collega, oggetto delle morbose attenzioni dell’uomo, ha denunciato di essere stata oggetto di ripetute molestie.
L'imputato non solo ha respinto le accuse ha denunciato a per calunnia una delle colleghe. Gli abusi sessuali sarebbero stati inventati, secondo lui, per screzi precedenti. Ma il tribunale, presieduto da Vittorio Alcamo, non ha accolto la tesi difensiva.
25.11.2021