Mafia, per il clan di S. Mauro
chieste pesanti condanne
Per “Mico” Farinella proposti 18 anni
Sono molto pesanti le richieste di condanna per gli undici imputati coinvolti nell’operazione “Alastra” contro il clan di San Mauro Castelverde. Lee indagini hanno tracciato il profilo di una cosca chiusa e impenetrabile come il fiore Alastra, che ha dato appunto il nome all'operazione. Le condanne sono state chieste dai pm Salvatore De Luca, Bruno Brucoli e Gaspare Spedale. Diciotto anni la pena proposta per Domenico “Mico” Farinella, figura storica dell’associazione maurina. Due anni in più la richiesta per il figlio Giuseppe e per Giuseppe Scialabba.
L’accusa ha chieste queste altre condanne: 16 anni ciascuno per Antonio Alberti e Francesco Rizzuto; 14 per Gioacchino Spinnato; 12 per Mario Venturella: sei per Rosario Anzalone; quattro per Vincenzo Cintura; 2 anni e mezzo per Francesca Pullarà e 2 anni per Arianna Forestieri. Non si procede nei confronti di Pietro Ippolito, che è morto di Covid.
Su richieste della difesa, il processo si celebra con rito abbreviato davanti al gup Simone Alecci.
L’inchiesta ha ricostruito sia le attività del clan, che imponeva estorsioni a commercianti e operatori economici, sia la compattezza della cosca. “Sono i numeri uno. Come loro come tutti quelli che ci sono stati. Compreso mio padre. Qua nessuno si pente, compà, San Mauro numero uno, perché mi voglio vantare, San Mauro è Corleone", dicevano tra loro alcuni componenti del clan senza sapere di essere intercettati. I carabinieri hanno ascoltato "in diretta" le estorsioni imposte. "Ci vai incazzato, tanto io sono qua: non ti preoccupare. Ci servono subito (i soldi) tanto li ha trovati, ci servono tutti". E ancora. "Solo per l'amico, l'amico sono io, ci sono 20 mila euro per l'amico. Noi altri ci siamo messi a disposizione. Lui ancora deve dare 5 mila euro. Qua dobbiamo ragionare da uomini. È da 30 anni che noi altri siamo con tuo nonno, con tuo zio, siamo fianco a fianco".
13.07.2021