Blutec, lavoratori in piazza
protestano alla Regione
I lavoratori della Blutec sono scesi in piazza e hanno protestato davanti a palazzo d’Orleans. Con loro anche alcuni rappresentanti del comitato dei sindaci del circondario. Gli operai hanno esposto uno striscione in cui è riassunto il loro dramma: "Umiliati e derubati, Termini Imerese non deve morire. Politici siciliani aiutateci, ci sono 1000 famiglie disperate non abbandonateci". Fim Fiom e Uilm hanno chiesto un incontro al presidente Nello Musumeci e poi hanno parlato con l’assessore alle attività produttive, Mimmo Turano.
La protesta arriva a palazzo d’Orleans per sollecitare l’intervento e il sostegno della Regione, assente nell’ultima deludente riunione al Mise.
A stimolare la mobilitazione di lavoratori e sindacati è la preoccupazione che il piano di ripresa produttiva preparata dai commissari della Blutec possa essere bocciato dal Mise con il conseguente licenziamento collettivo dei lavoratori, che sono da dieci anni in cassa integrazione ormai in scadenza.
Per qualche tempo i manifestanti si sono radunati davanti al palazzo, presidiato dalle forze di polizia, e hanno bloccato la circolazione, che poi è ripresa.
Musumeci ha cercato di riversare sul governo nazionale il peso politico della vertenza. "Questa – ha detto – è solo la punta dell’iceberg perché sono tante le vertenze in Sicilia di aziende senza futuro. Ma sulla ex Fiat credo che si sia perso troppo tempo. A Roma manca una task-force che possa ricollocare le aziende in difficoltà".
Sul tavolo del Mise c’è la richiesta di rinnovo dell’accordo di programma. Sono 240 milioni di euro per la reindustrializzazione dell’area, scaduto nel 2018. Finora non è arrivata alcuna proposta di interesse per il rilancio del sito industriale. "L'obiettivo – secondo Musumeci – non può essere la proroga della cassa integrazione in eterno: se un’azienda non sta più sul mercato, si riqualifichi la risorsa umana e la si ricollochi altrove e per altri progetti. Questo dovrebbe fare un governo serio: gli operai vogliono semplicemente lavorare ".
Il prossimo incontro, quello decisivo, tra sindacati e Mise è fissato per l’11 maggio. Ma tutti temono che la trattativa resti senza prospettive. E questo alimenta il tono della protesta.
04.05.2021