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UN SITO NATURALE RISCOPERTO E RECUPERATO

Cefalù, l’anfiteatro dimenticato diventerà un luogo di cultura

Cefalù si riappropria di un sito naturale e lo fa diventare un luogo della cultura. È stato un evento sentito e partecipato quello che si è svolto ieri sera ai piedi della Rocca con l’inaugurazione dell’anfiteatro San Calogero. Lo hanno chiamato così con un richiamo alla chiesa di cui sopravvivono ormai alcuni resti. Un concerto ha coronato la serata organizzata dal consigliere comunale Enzo Terrasi, a cui si deve non solo l’idea ma anche l’impegno per il recupero e la fruizione di un bene praticamente abbandonato e ignorato. All’inaugurazione è intervenuto il sindaco Rosario Lapunzina. “Pochi luoghi – ha detto – riescono a unire bellezze naturali e culturali; a mettere insieme testimonianze della religiosità popolare e del duro lavoro delle generazioni passate; a coniugare le testimonianze della vita di un popolo con il rispetto della natura e del paesaggio”. L’anfiteatro può essere assunto, secondo Lapunzina, come “simbolo dell’essenza più autentica di Cefalù”, una città “frutto della felice unione della natura con le attività dell’uomo: della sua cultura, del suo estro artistico, del suo sentimento religioso, delle sue attività lavorative, delle sue tradizioni”. E ha aggiunto: “In questo luogo, nei secoli, ci si recava per pregare (lo testimoniano i resti suggestivi della chiesa di san Calogero), per lavorare (lo testimoniano i ruderi delle antiche calcare) o semplicemente per contemplare la bellezza del paesaggio. Da questa sera ci si potrà recare in questo meraviglioso scenario naturale per divertirsi, per fare cultura, per riflettere”. La serata è proseguita con l’esibizione dei “Vanni36″, storico gruppo formato, tra gli altri, da Vincenzo Terrasi (pianoforte), Dario Sorrentino (batteria), Lendro Parlavecchio (basso), Franco Restivo (chitarra) e dalle cantanti Simona Brocato e Francesca Scardina. È stato proposto un programma di brani di Bossa nova, swing e cool jazz.
09.06.2013