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SI PRESENTA UN LIBRO DI PANZARELLA

Lo sguardo del testimone
alla Cefalù del nuovo Prg

Dopo l’approvazione da parte del consiglio comunale il nuovo Piano regolatore di Cefalù sta per concludere il suo iter di adozione. Per arrivare a questo risultato ci sono voluti più di vent’anni, e sono stati vent’anni di occasioni mancate. Quali sfide aspettano ora Cefalù? Il punto viene fatto da un testimone partecipante, l’architetto Marcello Panzarella, che nelle vicende urbanistiche della città ha svolto varie parti: prima in veste di assessore all’urbanistica, poi quale consulente-progettista dell’ufficio comunale di Piano. La sua partecipazione, sempre appassionata, alle vicende del Prg si ritrova come testimonianza nel libro “Città delle fondazioni” che Panzarella ha appena pubblicato per le edizioni Arianna.
Il libro sarà presentato a palazzo di città giovedì 28 luglio alle ore 18 da due professionisti, docenti di architettura come Panzarella: Antonino Saggio della “Sapienza” di Roma e Santo Giunta dell’università di Palermo.
Il testo propone una proiezione della città in un futuro pensato come tempo corale. Un futuro che, a giudizio di Panzarella, non può fare a meno dell’immaginazione di un’armonia ventura.
Cefalù, forse più che in passato, è oggi una città ricca di segni. "Più tracce e più tracciati – scrive – vi coesistono, gli uni a fianco degli altri, o gli uni sovrapposti agli altri. A questo modo, tra coerenze e contraddizioni, il suo paesaggio e la sua memoria vivono e mutano, benché a volte essa possa apparirci ignara, o forse indifferente al proprio mutamento. Essa, in più, ci pone oggi alcune sfide”.
Per Panzarella Cefalù è, per molti versi, “una città in via di fondazione”. La sua fondazione, sempre imperfetta, “attende – come tante – il proprio compimento, e più opportunità si profilano, delle quali alcune preziose, che occorre saper cogliere, scrutare, trasformare da potenza in atto”.
Quello che appare certo è che la città “dovrà cambiare”.
In vista di ciò, "mi era parso necessario – scrive – che l’attesa fosse gravida di sguardi e interrogazioni, e che naturalmente dovesse esservi coinvolto chi dello sguardo avesse fatto una ragione della propria vita”. Lo sguardo di Panzarella è affidato agli scatti di Giovanni Chiaramonte, nella parte di “pellegrino alla ricerca della luce”.
Alla bellezza così ritrovata, che richiama antichi ricordi fanciulleschi, Panzarella cerca di “rifondare i passi e le ragioni, a partire da qui, adesso”.
27.07.2022

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