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lunedì, 23 maggio 2022 ore 19:03
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Favorì società di navigazione?
A giudizio la senatrice Vicari

Per Simona Vicari arriva dalla magistratura di Trapani l’accusa di corruzione. Rinviata a giudizio, affronterà il processo fissato per il 10 marzo, nel pieno della campagna elettorale per il sindaco di Cefalù. L’ex sottosegretario allo Sviluppo economico aveva annunciato da tempo la sua candidatura e aveva chiuso il contenzioso aperto con il Comune per la doppia indennità, restituendo 258 mila euro. Ora arriva il rinvio a giudizio, disposto dal gup Roberta Nodari per quello che la Procura di Trapani descrive come un “patto corruttivo” organizzato per favorire la compagnia Ustica Lines, ora Liberty Lines, nell’aggiudicazione dei bandi con i quali la Regione siciliana concedeva contributi per i collegamenti navali veloci tra la Sicilia e le isole minori.
Il caso è venuto fuori da un’indagine denominata “Mare Monstrum” partita da Palermo e in parte trasferita per competenza a Trapani nel 2017 quando i carabinieri avrebbero individuato la rete di tangenti in cambio di favori. L’inchiesta ha messo a fuoco il ruolo centrale degli armatori Vittorio e Ettore Morace, padre e figlio, titolari della Ustica Lines. Per Vittorio il caso si è subito chiuso quando è stata accertata la sua incapacità a partecipare al processo. Il figlio Ettore ha patteggiato due condanne per la presunta corruzione: una a 18 mesi, un’altra a 21 mesi (pena sospesa), emessa dal giudice Nodari. Porta la sua firma anche l’ordinanza di rinvio a giudizio per la senatrice Vicari con l’accusa di avere favorito i Morace quando ricopriva l'incarico di sottosegretario nel Governo di Enrico Letta. A Simona Vicari è stato contestato di avere fatto approvare un emendamento alla Finanziaria nazionale del 2017 che favoriva la società armatoriale. In cambio avrebbe ricevuto un Rolex del valore di circa 5 mila euro.
Con Simona Vicari sono stati rinviati a giudizio anche l'ex dirigente della Regione siciliana Salvatrice Severino e Giuseppe Montalto, a quel tempo capo della segreteria di Giovanni Pistorio, assessore regionale nel governo di Rosario Crocetta. Anche Crocetta è finito nelle maglie dell’inchiesta (se ne occupa la magistratura palermitana), pur proclamando la correttezza del suo operato.
La Severino, dirigente dell’assessorato regionale ai Trasporti, avrebbe avuto il compito di predisporre i bandi per i collegamenti con le isole minori. E in questo modo avrebbe favorito la compagnia di navigazione. Dalle agende del marito i carabinieri avrebbero ricostruito i “rapporti illeciti con Vittorio Morace”.
Simona Vicari si dimise subito da sottosegretario, consegnò l’orologio alla magistratura e difese la correttezza delle sue iniziative parlamentari. La sua difesa ha sempre sostenuto la tesi che l’ex sottosegretaria si sarebbe limitata a girare all’ufficio legislativo del ministero dei Trasporti la proposta delle associazioni di categoria Confitarma e Fitarlinea di applicare anche ai trasporti a corto raggio l’Iva prevista per quelli a lungo raggio. “L’ufficio legislativo – spiegò in una nota diffusa all’avvio dell’inchiesta – inviò l'indicazione al ministero delle Finanze che inserì la correzione, poi votata dal Parlamento, con la previsione dell'Iva al 5%”. Non avrebbe fatto altro che questo, ha sostenuto.
I bandi avrebbero comunque consentito ai Morace, sostiene l’accusa, di guadagnare dal 2008 al 2014 oltre dieci milioni in più di quanto gli spettasse con il meccanismo delle compensazioni finanziarie per prestazioni di trasporto marittimo mai rese dalla società.
Sarà il dibattimento ora a chiarire ruoli, natura dei provvedimenti, eventuali responsabilità. Il caso comunque avrà un’eco e un peso nella campagna elettorale per il sindaco di Cefalù che già si annuncia molto accesa.
18.01.2022

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