Cerca
martedì, 18 gennaio 2022 ore 20:08
Diminuisci carattere Ingrandisci carattere Stampa Invia RSS

No al vaccino per motivi di salute
Dottoressa sospesa, Giglio condannato

Il Tribunale di Termini Imerese ha condannato la Fondazione Giglio di Cefalù al pagamento delle retribuzione maturate a una lavoratrice che era stata sospesa a luglio senza stipendio per non essersi sottoposta al vaccino, obbligatorio per il personale sanitario. La notizia è stata diffusa dalla Cgil.
La dottoressa, dipendente del Giglio, aveva rifiutato il vaccino per motivi legati a problemi di salute. Aveva chiesto di essere adibita a mansioni diverse da quelle strettamente sanitarie. È stata sospesa invece dal lavoro senza retribuzione. A quel punto la donna, assistita dalla Funzione pubblica della Cgil dagli avvocati Pietro Vizzini e Katia Vella, ha impugnato il provvedimento di sospensione davanti al giudice del lavoro di Termini Imerese, con un ricorso d'urgenza che è stato accolto.
Nella sentenza il giudice ha dichiarato “illegittimo” il provvedimento e ha condannato la fondazione Giglio a riammettere la dipendente in servizio e a corrisponderle le retribuzioni maturate dalla data di sospensione fino alla data della effettiva riammissione, oltre alle spese legali.
“Il giudice – spiegano Giovanni Cammuca, segretario generale Fp Cgil Palermo e Domenico Mirabile, segretario regionale Fp Cgil medici - ha riconosciuto l'illegittimità del provvedimento di sospensione del medico che, per l'incompatibilità tra il proprio stato di salute e la somministrazione del vaccino anti Covid 19, non aveva potuto assolvere all'obbligo vaccinale. Siamo assolutamente consapevoli dell'importanza della vaccinazione, tanto da essere come sindacato in prima fila tra coloro che invocano l’obbligo vaccinale. Ma le norme oggi in vigore individuano non solo i soggetti nei confronti dei quali si applica l'obbligo vaccinale ma anche le procedure da adottare prima di arrivare alla sospensione”.
“Abbiamo assistito nelle scorse settimane – proseguono Cammuca e Mirabile – a una gara fra alcuni direttori generali di strutture sanitarie che, addirittura, hanno sospeso soggetti nei confronti dei quali non si applicava l’obbligo vaccinale, come esplicitamente previsto dal decreto legge 172/21. Ci riferiamo agli amministrativi dell’Asp Palermo”.
“La sentenza - commentano i due sindacalisti - rappresenta una pietra miliare nella corretta applicazione della norma. Il datore di lavoro, infatti, accertata l'appartenenza a una delle categorie soggette all'obbligo, avrebbe dovuto adibire il lavoratore a mansioni anche inferiori a quelle di appartenenza, che non implichino rischi di diffusione del contagio. E solo nell’impossibilità documentata e certificata di adottare tale misura, provvedere alla sospensione. Cosa che, nel caso specifico non ha fatto la Fondazione Giglio di Cefalù, ma non fanno neanche altre aziende”.
02.12.2021

Gli articoli in primo piano
CRONACA Mortale incidente sul lavoro a Termini Imerese. Un operaio di di 57 di Misilmeri, Francesco Corso,...
CRONACA Per Simona Vicari arriva dalla magistratura di Trapani l’accusa di corruzione. Rinviata a...
CRONACA Il Parco delle Madonie e i Comuni faranno parte della nuova società di gestione degli impianti di...
CRONACA Sono già circa 300 i giovani siciliani candidati al progetto “Campus Sicilia”, una trentina dei...
CRONACA È morto a Palermo Michele Sarrica ex dirigente generale della Regione siciliana. Si è spento a 79...
Cefalù
pubblicità
Per la tua pubblicità su laVoce web
pubblicita@lavoceweb.com - 339 1347769
LaVoceweb
Contatti: redazione@lavoceweb.com Direttore Responsabile: Franco Nicastro Copyrights 2008 © lavoceweb.com Privacy Policy