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sabato, 19 giugno 2021 ore 2:06
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Il medico di Petralia Sottana
che cura gli ultimi del mondo

A Occorso riconoscimento di Mattarella
Un giovane medico originario di Petralia Sottana, Pierpaolo Occorso, molto impegnato nella lotta al Covid e nelle aree di crisi, ha avuto conferita l’onorificenza dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Il riconoscimento arriva proprio nel giorno della festa della Repubblica.
Il conferimento deciso da Sergio Mattarella è anche il frutto di una segnalazione che, a sua insaputa, aveva fatto l’amministrazione comunale guidata da Leonardo Neglia. Aderente a Medici senza frontiere, Occorso che ha 45 anni ha operato negli ospedali di Lodi e Codogno. Poi, nelle fasi calde della pandemia, è tornato in Sicilia per sostenere la formazione dei medici di base e dei gruppi Usca.
Alle spalle ha una lunga esperienza nelle missioni umanitarie. È stato in Nigeria, in Afghanistan, in Sierra Leone. Lo aspetta una nuova missione in Uganda per conto di Emergency. Per sei mesi andrà a lavorare in un ospedale pediatrico progettato da Renzo Piano. È in queste missioni che Pierpaolo ha conquistato la simpatia e il riconoscimento di tutti. Soprattutto dei bambini che chiedono di essere assistiti dal "medico magro".
È stato proprio Occorso a spiegare l’anno scorso su Facebook il senso delle sue scelte di medico votato alla missione umanitaria mentre si trova in un centro nel Panshir.
"Dove trovo – scrive – tutta questa energia? Io lo chiamo ‘arcobaleno di culture’: diverse geografie, diverse personalità, tutte qui per garantire un futuro alla popolazione che gravita qui intorno. È sia un ospedale sia una scuola questo Centro: si insegnano le tecniche, si migliorano le professionalità, si fa formazione ai colleghi afgani. Si spiega che qui non solo curiamo le persone, ci prendiamo cura di loro. Il flusso delle attività ci impegna tanto, ci travolge… Ci stimola. A trasmettere energia positiva a tutto lo staff, a praticare i sentimenti fondamentali della vita: allegria, empatia, ma anche consapevolezza, capacità di intuire la sofferenza degli altri, Ecco cosa fa. Ci spinge a portare un sorriso per rendere un ambiente di dolore – come un ospedale – il più confortevole e positivo possibile. Quando poi i sentimenti si trasformano in risultati professionali, capisco che quell’energia positiva ha un senso ancora più preciso. Succede – aggiunge – quando a fare la differenza c’è la cosa che ho imparato, più di tutte le altre, in questi anni in missione: l’umiltà. Sento l’avversione, l’intolleranza, il razzismo, la frustrazione dilagare sempre di più tra le persone. Ma qui, in Panshir, ho avuto la conferma che solo l’umiltà contribuisce a creare qualcosa di bello. E solo per una ragione semplicissima: l’umiltà ci riporta al nostro stato primario, quello di esseri umani, come anche la diversità, che dà ricchezza”.
Ora il suo senso di umanità trova un riconoscimento nella decisione di Mattarella di conferirgli l’onorificenza dell’Ordine al merito della Repubblica.
02.06.2021

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