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lunedì, 10 maggio 2021 ore 10:52
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Rifiuti radioattivi, un sito
sarà aperto nelle Madonie

Dure reazioni dei sindaci e del Parco
Sono stati individuati i siti potenzialmente idonei al deposito di rifiuti radioattivi. E per la Sicilia, e le Madonie in modo particolare, non sembra una buona notizia. Tra i quattro siti siciliani individuati uno si colloca nell’area di Vicaretto tra Castellana Sicula e Petralia Sottana, in pieno Parco delle Madonie. Gli altri tre si trovano a Trapani, Calatafimi-Segesta e Butera.
La mappa, che sta suscitando reazioni molto dure, è stata definita dalla società di gestione degli impianti nucleari ed è stata approvata dai ministeri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente da Isin e Ispra (le agenzie che si occupa di nucleare e di ricerche ambientali) e infine dai ministeri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente. Ora comincia la consultazione pubblica sulla scelta dei siti e su eventuali obiezioni che dovranno essere formulati entro 60 giorni. Al confronto potranno partecipare non solo regioni e enti locali ma anche “tutti i soggetti portatori di interesse qualificati”. L’attenzione è rivolta soprattutto alle associazioni ambientaliste e ai comitati locali che hanno la facoltà di fare le loro osservazioni. La carta dei siti avrebbe dovuto essere predisposta entro il 20 agosto 2015. Ma il governo, e cioè i due ministeri interessati hanno chiesto accertamenti tecnici a Sogin e Ispra. La concomitanza con le elezioni ha spostato la data in avanti. Ma una decisione doveva essere comunque adottata in presenza dell’apertura da parte dell’Unione europea di una procedura di infrazione contro l’Italia.

LE REAZIONI

La notizia sta suscitando le ferme reazioni dei sindaci dei centri interessati. Il sindaco di Petralia Sottana, Leonardo Neglia, dice di essere esterrefatto e di essere stato all'oscuro della scelta dei siti. "Sarebbe ancora più grave - aggiunge - se qualcuno sia già venuto per compiere sopralluoghi a nostra insaputa. Se poi aggiungiamo che siamo in pieno Parco delle Madonie, la misura sembra veramente colma!”.
Il presidente del Parco delle Madonie, Angelo Merlino, propone di assegnare al Parco, quale ente sovracomunale del territorio, di assumere il ruolo di coordinatore delle azioni che saranno intraprese.
Il sindaco di Castellana, Franco Calderaro, in sintonia con tutti gli altri sindaci, promette che “ci opporremo con tutte le forze a ogni ipotesi di ubicazione nel nostro territorio di un deposito nazionale dei rifiuti radioattivi".
Dalla Regione parte l’idea di un confronto tra governo nazionale, regionale e comunità locali. Se ne fa promotore l’assessore al territorio e ambiente Toto Cordaro. “La Sicilia – dice – rispetto a un tema così delicato e complesso, come quello dello smaltimento dei rifiuti nucleari e, quindi, della tutela ambientale, non può accettare l'idea di scelte calate dall'alto. “Vale la pena ricordare - prosegue - che in questi primi tre anni, dopo gli ingiustificabili ritardi dei governi precedenti, abbiamo finalmente varato, tra gli altri, il Piano per la tutela della qualità dell'aria, il Piano per la mitigazione dell'inquinamento acustico, il piano amianto, il piano alluvioni e istituito l'Autorità di bacino. Il governo Musumeci, quindi, ha posto da sempre il tema della tutela ambientale ai primi posti della sua azione e rassicuro tutti che continueremo ancora a farlo con decisione. Il confronto è essenziale, senza fare terrorismo ma neppure senza minimizzare”.
“Preoccupazione” esprime il segretario generale della Cgil Palermo, Mario Ridulfo, che dichiara le riserve della Cgil sull'individuazione delle aree che potrebbero diventare depositi di scorie nucleari. “Esprimeremo le nostre contrarietà in quanto soggetto portatore di interesse generale – aggiunge Ridulfo - e chiederemo di partecipare alla consultazione pubblica a difesa degli interessi della comunità montana”. “L’area del Parco delle Madonie – sottolinea Calogero Spitale, responsabile Cgil Alte Madonie – non può diventare deposito di scorie nucleari. Per questo sarà necessario condividere assieme alla comunità, ai sindaci, all’ente Parco e alle altre associazioni tutte le iniziative per contrastare questo disegno, che danneggia lo sviluppo del territorio”.
05.01.2021

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