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Targa Florio, corsa fino ad Agrigento

Da Palermo ad Agrigento, in omaggio ad Andrea Camilleri, la seconda tappa della Targa Florio classica ha toccato territori non usuali per la gara più antica del mondo. La “cursa” era cominciata ieri con un "aperitivo" serale: le prime prove di precisione nel Campus universitario con il finale presso il museo dei motori e dei meccanismi del sistema museale dell'Università di Palermo: sette prove cronometrate, sette passaggi sui pressostati che hanno lanciato al vertice della classifica assoluta il "re” siciliano della Targa, Giovanni Moceri. In coppia con la moglie Valeria Dicembre sulla Fiat 508 C del 1939 nei colori della scuderia Targa Florio, conduce con esiguo vantaggio sul conterraneo Mario Passanante e la lombarda Himara Bottini, secondi su Fiat 508 C del 1937 per la Franciacorta Motori. Terzi i bresciani Cavalleri e Meini con la Fiat 508 Spider che hanno precuto i sorprendenti giapponesi Yokota Masahiro e Oki Etsuko su Lancia Aprilia del 1937, quarti davanti ai friulani Andrea Giacoppo e Daniela Grillone Tecioiu con la Mercedes 230 SL del 1965, seguiti da Margiotta e La Chiana su Volvo Pv444 del 1947, quindi Sisti e Gualandi su Lancia Aprilia del 1937 Classic Team. La "cursa" 2019 è proseguita con la seconda tappa, offrendo i suggestivi quadri naturali della Sicilia. Da Palermo ad Agrigento, passando per la Conca d'Oro, ha tagliato i monti Sicani, arrivando nelle terre dei grandi letterati siciliani. Un passaggio "coast to coast" che ha suscitato unanime meraviglia per i tesori offerti dal territorio e dai siciliani, da Corleone a Ribera. E anche il doveroso omaggio ai letterati e scrittori agrigentini e alla memoria di Andrea Camilleri, il "magico contastorie della Sicilia". Quindi nella "Valle dei Templi" di Agrigento e il passaggio al castello Chiaromonte di Siculiana. Un percorso piacevole, quanto impegnativo, da guidare, gustare e ammirare che ha richiesto duplice attenzione agli equipaggi. Concentrazione sportiva e turistica, poi la lunga teoria di auto sino a Casteldaccia, passando per Cianciana, Regagliofoli e Caccamo. Cinquanta i rilevamenti cronometrici al centesimo di secondo, dei quali sei "prove a media" e le restanti "prove cronometrate", che hanno affrontato i concorrenti lungo i 160 chilometri della seconda giornata di gara. È stata una tappa impegnativa che ha messo a dura prova il fisico e le auto per più di dodici ore con poche soluzioni di continuità, minando la capacità di concentrazione di tutti, anche dei top driver che ambiscono ai vertici della classifica di gara. Classifica che ha una fisionomia differente e che assumerà invece quella definitiva nella terza giornata sulle strade del mito ideato da Vincenzo Florio. Un impegno ancor più intenso proveranno i concorrenti percorrendo le tortuose strade che dal mare si inerpicano verso le vette delle medie e alte Madonie. La terza tappa di sabato 12 sarà a Floriopoli e alle Tribune di Cerda, 270 chilometri di sviluppo comprendendo i passaggi di Caltavulturo, Polizzi Gerosa, Collesano e Campofelice di Roccella. Quindi la "ronde" di Cefalù, con sosta pranzo al Sea Palace tra i siti riconosciuti Patrimonio Unesco, quindi Gibilmanna, Lascari e Gratteri e rientro a Palermo passando per Termini Imerese. Il chilometraggio totale del percorso di gara è di circa 630 chilometri. Domenica 13 è la giornata conclusiva dell'evento con in evidenza la Rievocazione del circuito della Favorita e l'arrivo in piazza Verdi a Palermo.
11.10.2019