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SENZA ESITO LA RIUNIONE AL MISE

Ultimatum sul piano Blutec a un passo dal tramonto

Il sindaco: “Forte preoccupazione”
Restituzione dei 20 milioni di finanziamenti ricevuti, con un congruo anticipo da versare subito, e nuovo piano industriale da sottoporre al governo e alle parti sociali. Si è concluso con questo ultimatum di Invitalia, che di fatto sancisce il fallimento del progetto Blutec, l’incontro al Mise sul futuro dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese. L’andamento dell’incontro non lascia più margini a una prospettiva di soluzioni in tempi ragionevoli. E per questo il sindaco Francesco Giunta ha espresso, lasciando la sede del Mise, “profonda preoccupazione per gli esiti di una vertenza che sembra infinita per tempistiche e modalità”. Nette e pesanti le condizioni poste al vertice della società che entro il prossimo 22 maggio dovrà tra l’altro versare un primo sostanzioso acconto (si parla di un milione di euro) a Invitalia alla quale dovrà presentare un nuovo e più credibile piano industriale. È ragionevole pensare che la vertenza sia ormai incanalata verso un esito ineluttabile. Nella chiarezza delle posizioni il sindaco Giunta ha dato atto al vice ministro Teresa Bellanova di avere tenuto una gestione molto ferma della trattativa. Oltre a esprimere preoccupazione per una situazione divenuta oramai insostenibile per i lavoratori e per l'intera comunità, il sindaco ha pure sottolineato tutti i dubbi relativi al fatto che un'azienda come Blutec, con tutte le problematiche finanziarie che sta attraversando, possa sostenere il rimborso dei circa 20 milioni di euro ricevuti per l'unico progetto passato al vaglio di Invitalia che vale 94 milioni di euro e ha consentito finora la riassunzione di 120 ex operai per la realizzazione in 3D di componenti per auto. “Possiamo dire – ha sottolineato Giunta – che la risoluzione positiva della vertenza Fiat - Blutec è ormai appesa a un filo”. Un altro momento di chiarezza si avrà con l'incontro di martedì 22 tra invitalia e Blutec e a seguire con il tavolo al Mise del 31 maggio. “Continuiamo a registrare – ha aggiunto il sindaco – una sottovalutazione da parte delle istituzioni della grave vicenda sociale ed economica. Nonostante tutte le difficoltà, posso assicurare che non lascerò affondare la mia città nel baratro, conseguenza inevitabile di scelte ‘folli’ del passato che non hanno mai tenuto in debito conto le vere esigenze di un territorio mortificato e stanco di scelte fatte sopra le teste dei termitani". Tutto questo accadeva mentre a Termini Imerese un gruppo di operai partecipava a un sit in davanti allo stabilimento ex Fiat. Con loro anche due esponenti del M5s, Antonella Campagna e Luigi Sunseri. Giunta ha infine fatto un accenno al caso dei venti operai dell'indotto ex Fiat rimasti fuori dagli ammortizzatori sociali per un problema burocratico: risultano infatti licenziati il 31 dicembre 2016 mentre sono coperti i loro colleghi licenziati il giorno dopo, 1 gennaio 2017. Il ministero del lavoro è stato sollecitato dal sindaco a trovare una soluzione in grado di superare la normativa che impedisce di estendere a questi lavoratori, come accade ai loro colleghi più ‘fortunati’, le garanzie sociali.
16.05.2018