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IL PROCESSO SI APRIRÀ A LUGLIO

Cefalù, non punì un vigile A giudizio il sindaco

Si conclude per ora con il rinvio a giudizio davanti al tribunale di Termini Imerese (il dbattimento si terrà a luglio) il caso del sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, accusato di non avere denunciato un vigile urbano che si sarebbe appropriato dei soldi del servizio di parcheggio comunale. Lapunzina è accusato anche di avere usato per motivi personali la Fiat Panda di servizio del Comune. Con il sindaco il gup Stefania Galli ha rinviato a giudizio la segretaria comunale, Maria Rosaria Sergi, e il vigile Riccardo Liberto. La segretaria risponde in concorso con Lapunzina dell'accusa di non avere promosso iniziative nei confronti del vigile Liberto che avrebbe intascato i soldi del parchimetro poi restituiti. La vicenda coinvolge anche Antonino Gugliuzza che, all'epoca dei fatti, rivestiva nel comando di polizia municipale un ruolo apicale e per questo gli è stata attribuita la funzione di comandante facente funzioni. Da qui il giudizio con rito abbreviato e la condanna a 8 mesi e 10 giorni con la condizionale. I suoi legali, gli avvocati Pasquale Di Paola e Luigi Spinosa, hanno annunciato appello "per far acclarare la sua assoluta estraneità all'ipotesi contestata, tenuto conto per altro che il medesimo all'epoca dei fatti non era il comandante facente funzioni del corpo di polizia municipale di Cefalù". "Sono estraneo - ha detto il sindaco - agli addebiti che mi vengono contestati. Nonostante ciò, non mi sorprende di essere stato rinviato a giudizio perché comprendo che l'udienza preliminare non è il momento idoneo a stabilire l'innocenza o la colpevolezza, ma serve soltanto a valutare l'utilità della fase dibattimentale". "Nel processo - ha aggiunto - sono certo di riuscire a dimostrare, senza ombra di dubbio, che ho sempre operato correttamente”. Lapunzina ha negato di avere coperto il vigile che avrebbe intascato i soldi poi restituiti. E quanto all’uso della macchina ha sostenuto di non averla utilizzata per fini personali. L’avrebbe usata “per far fronte alle esigenze della cittadinanza”: in sostanza la Panda sarebbe servita per recarsi, a tutte le ore del giorno e della notte, presso i serbatoi comunali del servizio idroelettrico, “per evitare che zone della città rimanessero senza fornitura idrica".
14.05.2018
la Redazione