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Il virus corre, Musumeci pensa a “nuove misure”

Resta sempre intorno ai duemila casi positivi il picco della pandemia in Sicilia. Ora sono 1.969 i nuovi contagiati su 10.542 tamponi processati. Ma c’è un altro dato allarmante: il tasso di positività è il più alto d'Italia e risale al 18,7%, più del doppio di quello nazionale che è al 9 per cento. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha detto che non si possono escludere a questo punto altre misure restrittive. La Sicilia è diventata ormai seconda regione per casi positivi dopo il Lazio che però ha un tasso dell'11,8. E i morti sono 36 con un totale di 2.841 dall’inizio della pandemia. In tutta Italia si è raggiunta quota 80 mila. I guariti in Sicilia sono 66.006 (1.294 oggi). Negli ospedali continuano ad aumentare i ricoveri: sono 1.371 quelli in regime ordinario (+29). Stabili invece quelli in terapia intensiva: sono 208 (uno in meno rispetto a ieri). Nella suddivisione per province ieri era in testa Palermo. Oggi c’è Catania con 557 casi, seguita da Palermo con 445, poi Messina 380 (record assoluto), Siracusa 218, Trapani 124, Agrigento 79, Caltanissetta 71, Enna 62 e Ragusa 33. Di fronte a questi numeri si accresce la preoccupazione di una diffusione del virus incontrollata. "Aspettiamo domani – dice Musumeci – il Dpcm nazionale. Abbiamo già dichiarato dieci zone rosse in Sicilia, ma non escludiamo di poterne dichiarare altre, d'accordo con i sindaci e con i dipartimenti prevenzione. Ma crediamo che l'allarme arrivi essenzialmente dalle tre aree urbane Palermo, Catania e Messina. Ed è lì che dobbiamo concentrare in modo particolare la nostra attenzione, cosa che faremo". Musumeci ha detto queste cose in un'intervista a Tgcom 24. "Da lunedì - ha aggiunto - decideremo quale condotta assumere sul fronte scolastico in base al dato epidemiologico che per ora rimane sospeso in tutti gli ordini e gradi".
13.01.2021