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BUFERA IN SICILIA A CAUSA DI UN AUDIO

Covid, dati non corretti? Il ministero invia ispettori

I contagi non frenano, 43 morti
Un audio del direttore generale del dipartimento Salute della Regione, Mario La Rocca, scatena una bufera sull’attendibilità dei dati sui posti letto di terapia intensiva in Sicilia. La polemica viene innescata, nel giorno in cui non si abbassa la curva dei contagi e i morti sono 43, da un articolo del giornale La Sicilia. Sotto accusa finisce anche l’assessore Ruggero Razza per il quale l’Ars discuterà una mozione di sfiducia dell’opposizione. "Non sento c***i perché oggi (al ministero, ndr) faranno le valutazioni e in funzione dei posti letto in terapia intensiva decideranno in quale fascia la Sicilia risiede", è la frase attribuita a La Rocca. L’audio viene trasmesso per Whatsapp il 4 novembre, cioè il giorno nel quale la Sicilia diventerà arancione, nella chat di lavoro dei funzionari che inseriscono i dati ufficiali. Quei numeri servono per elaborare i 21 parametri che decidono il "colore" delle Regioni. Tracciano la diffusione dei contagi e la tenuta del sistema sanitario. La polemica, che mette in dubbio l’affidabilità dei dati siciliani, raggiunge livelli così alti che il ministero della salute manda ispettori tecnici e carabinieri del Nas a chiarire il caso. In fondo è anche quello che lo stesso Razza aveva chiesto difendendo la correttezza del comportamento dei funzionari regionali. "I cittadini devono poter aver fiducia totale nelle istituzioni - dice il ministro delle autonomie regionali Francesco Boccia- e in particolare durante una pandemia che ha messo in crisi il mondo intero. L'audio del dirigente generale del dipartimento pianificazione strategica della Regione siciliana è grave e inaccettabile; non è possibile che ci sia qualcuno che rischia di vanificare gli sforzi fatti in questi mesi. Serve immediata chiarezza. È intollerabile provare ad aggirare i parametri sul monitoraggio dei dati Covid". Ma sia Razza che il presidente della Regione assicurano che i dati caricati nelle piattaforme sono corretti. “La Sicilia – assicura Musumeci - è governata da persone perbene. E questo dovrebbe averlo già capito il ministro Boccia. Abbiamo chiesto noi a Roma, ormai una settimana addietro, che si mandino dieci-cento ispettori per fare chiarezza sulla gestione dei numeri dell'epidemia in Sicilia: non temiamo alcun controllo e mettiamo così fine a ogni tentativo di speculazione. Per noi leale collaborazione istituzionale significa questo”. Lo scontro dunque politico. Per questo nella polemica intervengono, tra gli altri, il vice ministro dei trasporti Giancarlo Cancelleri (M5s), il capogruppo del Pd Giuseppe Lupo, il presidente della commissione regionale antimafia, Claudio Fava. "È necessario - dicono i deputati del Pd - accertare la verità e verificare la correttezza dei dati e dei numeri relativi alla gestione dell'emergenza Covid in Sicilia e in particolare del numero di posti letto di terapia intensiva realmente disponibili ed operativi comunicati dalla Regione a Roma". E chiedono a Musumeci di revocare "prontamente il dirigente generale Mario La Rocca e l'assessore alla salute Ruggero Razza, cui è totalmente ascrivibile la responsabilità politica dei comportamenti del dirigente". Ma La Rocca risponde direttamente: "Tutti i dati caricati sulla piattaforma Gecos della Regione siciliana sono veritieri, tutti i posti disponibili. Una diversa azione costituirebbe reato. Vadano i Nas a controllare ovunque anche oggi. Ma basta sciacallaggi e notizie tra il detto e non detto, che hanno la sola funzione di allarmare inutilmente la pubblica opinione". “Chiediamo al ministero – sottolinea Fava – di inviare i propri ispettori in Sicilia per verificare quale sia la reale fotografia sulla capacità di tenuta del nostro sistema sanitario. È inammissibile pensare che la salute dei siciliani sia stata oggetto di menzogne e di baratti, come purtroppo ci confermano non solo le denunzie del sindacato dei medici ma anche i gravi casi che stanno emergendo ovunque di reparti ancora non attivati, da Barcellona Pozzo di Gotto dove i macchinari giacciono inutilizzati in una magazzino, a Petralia Sottana dove il raggiungimento degli obiettivi dichiarati non sarà possibile prima di diverse settimane, o al Policlinico di Messina da cui giungono notizie allarmanti e verificate che contraddicono le rassicurazioni dell’assessore Razza".
21.11.2020