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26.11.2015
Rosario Lapunzina *
Rosario Lapunzina *
La presentazione ufficiale alla città dei lavori per la realizzazione della nuova fermata ferroviaria di Cefalù e per il raddoppio della strada ferrata è doverosa e importante. Le opere che saranno realizzate, infatti, saranno destinate a cambiare il volto della nostra città. Dobbiamo cogliere questa grande opportunità per ottenere un sistema integrato ed efficiente di trasporti, attraverso la previsione di punti intermodali che consentano alla nostra città di essere annoverata, anche sotto questo profilo, tra le principali località turistiche europee.
Questa esigenza non è una opzione ma costituisce un imperativo, un atto dovuto, che abbiamo il compito di realizzare. Non è più tollerabile che il visitatore che sceglie Cefalù, meta turistica di livello internazionale, sede di un monumento riconosciuto “Patrimonio dell’Umanità “ dall’UNESCO, come luogo di soggiorno sia costretto ad utilizzare un tracciato ferroviario ottocentesco a binario unico i cui tempi di percorrenza sono in linea con quelli dei paesi in via di sviluppo piuttosto che con quelli della stessa Italia continentale.
Il nuovo tracciato ferroviario, la nuova fermata sotterranea, la nuova destinazione pubblica delle aree che saranno dismesse possono e devono costituire una importante opportunità di sviluppo che non possiamo perdere. Migliorare la qualità della vita dei residenti è il modo migliore per rendere la città di Ruggero più accogliente.
Tuttavia, questi obiettivi non devono fare dimenticare che la realizzazione delle opere e i cantieri che saranno istallati avranno un impatto molto forte nella città e nel territorio comunale. È doveroso, dunque, che i cittadini siano informati sui disagi che si dovranno affrontare, sui dettagli delle opere da realizzare.
Annuncio, dunque, che quello di oggi è solo un primo incontro, utile alla presentazione generale delle opere in progetto, utile a capire l’impatto che esse avranno nell’impianto urbano della città di Cefalù, del suo territorio, nella conformazione degli spazi pubblici e nella incidenza con gli edifici attualmente esistenti.
Ad esso seguirà un secondo incontro e, se necessario, anche un terzo perché noi tutti abbiamo bisogno di capire, di entrare nei dettagli tecnici, di avere rassicurazioni o, al contrario, essere informati sui problemi che si potrebbero verificare e sui modi per risolverli. È necessario dunque, che i tecnici ci aiutino a comprendere i punti di forza e le eventuali criticità di un progetto così complesso.
Per questo abbiamo chiesto allo società “Toto costruzioni”, che ringrazio, di realizzare i pannelli esplicativi che avete visto lungo il corridoio di ingresso a questa sala, i quali resteranno a lungo affissi alle pareti affinché tutti i cittadini possano consultarli, farsi una loro idea, elaborare domande da formulare sia ai tecnici, nell’ambito del prossimo o dei prossimi incontri, sia presso lo sportello informativo della “Toto costruzioni” che si trova nei locali presso il Palazzo Giallo, a cui tutti i proprietari dei fondi o degli edifici che ricadono lungo il tracciato interessato dalle opere potranno rivolgersi.
Un progetto, dicevo prima, certamente complesso e, per forza di cose, invasivo; un progetto che ha avuto una lunga fase di elaborazione, di dibattiti, di prese di posizioni, di coinvolgimenti dell’opinione pubblica e di comitati spontanei. Ricordo, uno per tutti, il comitato spontaneo “Cefalù - Quale Ferrovia”, che ha contribuito in maniera importante con documenti, prese di posizione, elaborazione di soluzioni tecniche alternative a modificare sostanzialmente il progetto originario.
Un progetto che, nelle sue fasi di studio e di progettazione, ha più volte cambiato natura, passando dall’originario tracciato “ad alta velocità” all’attuale tracciato “veloce” e che, conseguentemente, ha visto tramutare la precedente ipotesi di uno scalo ferroviario in contrada Ogliastrillo con l’attuale previsione della fermata ferroviaria sotterranea all’interno del centro urbano.
La realizzazione del progetto definitivo, approvato, nelle sue linee generali, nel 2003 comporterà tuttavia delle modifiche profonde del nostro tessuto urbano e del territorio per le quali si avranno degli inevitabili disagi. A parere dell’amministrazione comunale è giusto, doveroso, sacrosanto, che nonostante all’atto dell’affidamento delle opere non siano state pretese, da chi avrebbe avuto il potere di chiederle, “opere compensative” da inserire nel capitolato dei lavori da dare in appalto, è necessario che, di comune accordo con la RFI , la città veda realizzate delle opere che ci compensino, in qualche modo, dell’impatto che si avrà. A tal proposito do atto con favore che, a seguito di interlocuzioni intercorsa tra amministrazione comunale ed RFI, ho potuto verificare, da parte di quest’ultima, una disponibilità in tal senso.
Pensiamo ad opere di pubblica utilità come, ad esempio, aree da destinare a parcheggio, nonché la destinazione per finalità pubbliche di tutte le zone dell’attuale tracciato che saranno dismesse. In riferimento a quest’ultima questione prevediamo l’inserimento nella variante generale al PRG, che ci siamo impegnati a portare all’esame del Consiglio comunale entro il prossimo anno, della programmazione urbanistica delle aree dismesse.
Un aspetto che tratto per ultimo, anche se non è meno importante degli altri, è quello della sicurezza delle persone e degli edifici e, quindi, della salvaguardia della pubblica incolumità. Senza invadere le competenze altrui, che rispetto, è compito del sindaco, quale responsabile locale di Protezione civile, di adoperarsi per garantire ai cittadini che non ci siano rischi per le persone e le cose sia durante la realizzazione delle opere, sia a seguito delle stesse.
Per questo ho ritenuto come mio preciso dovere di affidare al prof. Vincenzo Liguori, docente universitario di chiara fama, l’elaborazione di uno studio geologico e geotecnico sulle aree interessate dal progetto. Il lavoro sarà utile per avere elementi di valutazione in più per consentire al sottoscritto di esercitare i compiti assegnati dalla legge.
Nel lasciare la parola ai tecnici e ai dirigenti delle società interessate, che ringrazio ancora una volta per la loro cortese disponibilità, penso che dobbiamo saper cogliere questa opportunità che è dovuta a Cefalù e all’intera Sicilia. Non dobbiamo però mai stancarci di vigilare, consigliare e, se necessario, intervenire nella definizione di questa opportunità e, in definitiva, nella costruzione del nostro futuro, poiché, come diceva un famoso pensatore (Karl Popper): “Il futuro è molto aperto, e dipende da noi, da tutti noi. Da ciò che voi e io e molti altri uomini e donne faranno, oggi, domani e dopodomani e quello che noi facciamo e faremo dipende, a sua volta, dal nostro pensiero e dai nostri desideri, dalle nostre speranze e dai nostri timori”.
* Sindaco di Cefalù
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