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mercoledì, 23 settembre 2020 ore 11:49
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BLITZ DELLA POLIZIA A CAMPOFELICE DI ROCCELLA

Scoperta con un drone
casa di riposo abusiva

La prima traccia è stata una segnalazione. Ma il resto lo ha fatto un drone che ha scoperto a Campofelice di Roccella una casa di riposo abusiva, con nove ospiti in condizioni molto precarie. Tutti sono stati trasferiti altrove, la struttura è stata quindi chiusa e la donna che la gestiva denunciata.
L’operazione, condotta dal personale del commissariato di polizia di Cefalù, ha preso le mosse da una segnalazione. Dopo accertamenti e servizi di osservazione e controllo effettuati anche con un drone, è stata individuata la struttura ed è scattato il blitz che ha rivelato un’attività completamente abusiva.
L’immobile, di appena 120 metri quadri e dotato di due soli piccoli bagni (uno dei quali peraltro adibito anche a lavanderia), all’atto del controllo, si presentava, sottolinea una nota della questura, “in condizioni igienico-sanitarie precarie e comunque non adeguate all’accoglienza di anziani, taluni dei quali disabili”. Quattro stanze comunicanti erano adibite a dormitorio. C’erano anche tre letti per stanza. Nella casa soggiornavano nove anziani alcuni dei quali avevano superato i novant’anni di età. E, ciò malgrado, condividevano uno spazio comune dalle dimensioni anguste, caratterizzato anche dalla presenza di tre cani di piccola taglia, liberi di scorrazzare sia all’interno dell’appartamento che nel vano adibito a cucina.
La priorità dei poliziotti è stata quella di salvaguardare le condizioni di salute delle persone presenti della villetta. In tempi brevissimi alcune sono state riaffidate alle cure dei familiari, altre, in assenza di prossimi congiunti in grado di accoglierli, sono state prese in consegna dai Comuni di residenza. Per due dei nove anziani trovati all’interno della casa, in particolare, si è reso necessario l’intervento dei servizi sociali di un Comune limitrofo (dove risultavano residenti), mentre per tutti gli altri è stata curata la ricollocazione presso le famiglie di provenienza o altre strutture idonee e autorizzate ad ospitarli.
Alla responsabile della casa di riposo abusiva, una donna di 64 anni, sono state contestate varie violazioni penali: esercizio di attività ricettiva priva delle autorizzazioni, violazione della normativa in materia igienico-sanitaria e mancata comunicazione all’autorità di pubblica sicurezza delle persone alloggiate.
Dai primi accertamenti si è appurato che, per ogni anziano, fosse corrisposta una retta mensile variabile fra 700 e 900 euro per un ammontare medio di circa settemila euro mensili di guadagni “in nero”, assolutamente sconosciuti al fisco.
07.12.2019

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