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I ragazzi dell’Archeoclub
alla scoperta di Himera

I soci junior dell'Archeoclub d'Italia, sede di Cefalù, hanno vissuto un’esperienza stimolante a contatto con i gioielli del museo “Pirro Marconi” di Himera. Il gruppo di 11 ragazzi accompagnati da tre genitori e dalla socie responsabili del progetto – Flora Rizzo e Stefania Randazzo – è stato accolto da Maria Rosa Panzica e dagli addetti alla didattica museale.
Le attività hanno compreso una interessante e coinvolgente introduzione sulla storia della città, a cominciare dalla fondazione avvenuta nel 649 a.C. circa, passando dalla celeberrima battaglia d'Himera del 480 a.C., per arrivare alla distruzione della città a opera dei punici nel 409 a.C., e al suo abbandono.
La coinvolgente narrazione/spiegazione della dottoressa Panzica, responsabile del Parco archeologico di Himera, è stata supportata da strumenti didattici: pannelli, plastici, riproduzioni e i tanti e interessanti reperti esposti lungo il percorso museale. Infine i giovani soci sono stati invitati a sedersi tutt'intorno a un grande sgabello cilindrico (le cui dimensioni sono quelle di un rocchio di colonna del tempio) per assistere a una esemplificazione delle prime operazioni di conservazione che vengono eseguite nella fase di scavo.
Il gruppo si è poi trasferito all'Antiquarium costruito sulle falde della collina di Himera. Nell’edificio progettato dal prof. Franco Minissi e inaugurato nel 1984, i soci junior dell'Archeoclub è entrato nel vivo del progetto, focalizzando l'attenzione verso la realtà del deposito non come luogo "oscuro" e "invisibile" ma come parte fondamentale e integrante del museo.
Il percorso è proseguito con la visita di alcuni ambienti utilizzati dagli archeologi per la fase di riconoscimento filologico dei reperti e i successivi passaggi per l'inventariazione e il deposito. La soddisfazione maggiore dei giovani visitatori si è manifestata davanti al cancello con la scritta "Scavi Cefalù - Monte Riparato - Terravecchia di Cuti"; e poi davanti alle cassette di metallo con le scritte: "Cefalù Duomo"; "Cefalù Necropoli"; "Cefalù Necropoli Vazzana 1986". Infine nella sala "Restauro", la dimostrazione con pennellino, inchiostro e vernice, dell'assegnazione del numero d'inventario al reperto.
24.06.2019
la Redazione

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