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L’angoscia dei lavoratori:
“Svelato un grande bluff”

Il ministro Di Maio convochi subito i sindacati e le istituzioni locali. È la prima richiesta che arriva da Termini Imerese dopo l’arresto dei vertici di Blutec. E Di Maio, che nei giorni scorsi era venuto per fare il punto della vertenza, ha intanto lanciato un messaggio: “Non abbandoneremo i lavoratori”. Si vedrà. La situazione è molto seria e fortemente compromessa perché, come dice la Fiom Cgil, è stato svelato un grande bluff e così “il quadro si è chiuso”. E per questo la preoccupazione dei lavoratori è al massimo. Sotto choc hanno seguito l’arrivo della Guardia di finanza in fabbrica e le operazioni di sequestro da parte dei finanzieri.
“Siamo fortemente preoccupati”, ripetono Leonardo La Piana, segretario generale Cisl Palermo Trapani, e Ludovico Guercio segretario generale Fim Cisl Palermo.
“Confidiamo – dicono – nel lavoro della magistratura per chiarire la vicenda sulla presunta distrazione dei fondi statali destinati al piano di rilancio dello stabilimento termitano, ma intanto chiediamo sin da subito insieme agli altri sindacati un incontro urgente al governo nazionale. Va affrontato subito il tema della tutela dei lavoratori, in particolare al vice premier Di Maio che aveva ribadito l’impegno sulla vertenza durante la visita a Termini Imerese dello scorso mese di febbraio”.
“Dopo tanti anni e dopo tante brusche frenate al progetto di rinascita dell’azienda di Termini, i lavoratori non possono tollerare di ripiombare nell’incertezza ancora una volta”.
La convocazione da parte del ministro Di Maio è chiesta anche da Vincenzo Comella della Uilm e dal deputato e segretario del Pd di Palermo, Carmelo Miceli, che ha seguito la vertenza Blutec da tempo.
"Il Governo si muova subito - dice Miceli - per evitare che l'intervento dello Stato attraverso il sequestro diventi un modo per interrompere il processo di reindustrializzazione. Ci sono 130 lavoratori in azienda, 570 in cassa integrazione e decine senza ammortizzatori che hanno diritto ad avere risposte. Il ministro deve correre".
Nel merito della vicenda giudiziaria Adolfo (Fdi) si tratta di uno “scandalo annunciato, che avevamo denunciato con una interrogazione al Senato nel maggio scorso ma il ministro Di Maio non ci ha mai risposto". Urso ricorda di aver "denunciato lo scandalo nell'uso delle risorse pubbliche, già evidente un anno fa dalla mancanza di rendiconti e investimenti. Ora occorre andare sino in fondo nell'accertare le eventuali connivenze politiche e, nel contempo, predisporre un piano industriale alternativo”.
12.03.2019
la Redazione

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