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LAPUNZINA CHIEDE AUDIZIONE IN COMMISSIONE SALUTE

Punto nascite, i sindaci
pronti per “azioni forti”

“Una scelta illogica e gravemente lesiva del diritto costituzionalmente garantito alla salute dei cittadini”. Così il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, valuta l’eventuale chiusura del punto nascite. E pone queste motivazione a base della richiesta di audizione davanti alla VI commissione salute dell’Ars, alla presenza dell’assessore regionale Ruggero Razza. La richiesta di audizione è stata fatta da Lapunzina a nome della conferenza dei sindaci del distretto sanitario n. 33 (Cefalù, Pollina, Lascari, Gratteri, Campofelice di Roccella, San Mauro Castelverde, Collesano, Isnello e Castelbuono), e dei colleghi di alcuni comuni del versante messinese. E cioè Pettineo, Mistretta, Santo Stefano di Camastra, Tusa, Castel di Lucio, Motta d’Affermo e Reitano.
“In tale contesto – spiega il sindaco – ho manifestato indignazione per la notizia della predisposizione di un decreto per la chiusura del punto nascite dell’ospedale Giglio, nonostante il nosocomio sia stato inserito tra quelli classificati come presidio ospedaliero Dea di I livello (Spoke) nel Piano sanitario regionale”.
Si tratta, per Lapunzina, di una decisione che appare ulteriormente incomprensibile in quanto il punto nascite dell’ospedale Giglio 2può vantare un’alta qualificazione sanitaria e di strutture ed è al servizio di un bacino di utenza che si estende, oltre ai comuni del Distretto socio sanitario n. 33, anche ad altre importanti realtà dell’entroterra dei Nebrodi e delle Madonie e ad alcune località della costa messinese”.
“Inoltre – fa rilevare ancora il sindaco – Cefalù con le sue circa 700 mila presenze annue è la seconda località turistica dell’isola. Questi motivi sono sufficienti a dimostrare come la soppressione del punto nascite dell’ospedale Giglio rappresenti una scelta illogica e gravemente lesiva del diritto costituzionalmente garantito alla salute dei cittadini”.
Non manca il richiamo alle reazioni che l’annuncio della chiusura sta suscitando. Tutti i rappresentanti del comprensorio fanno sapere che non intendono abbassare la guardia e promuoveranno iniziative, anche forti, “che dovessero eventualmente rendersi necessarie per salvare il punto nascite dell’ospedale Giglio”.
È l’annuncio di una mobilitazione che richiama una stagione che sembrava finita. Torna invece una minaccia, e la promessa di reazioni dure, dopo l’inopinata iniziativa del Ministero della salute, guidato da Giulia Grillo dei Cinque stelle, che ha sollecitato la Regione a chiudere il punto nascite. Il decreto è pronto ma lo stesso assessore, che dovrebbe firmarlo, non ha mancato di far sapere di essere profondamente perplesso. Si tratta di smantellare una struttura di eccellenza della sanità siciliana. La difesa del suo mantenimento è un interesse dello stesso ospedale al quale verrebbe sottratto un servizio di grande importanza per un vasto territorio. E proprio dall'ospedale viene un'altra difesa del punto nascite.
“Il Ministero della salute si faccia carico del mantenimento del centro nascite di Cefalù, cosi come nel 2015, concedendo una deroga attesa dai cittadini delle Madonie e dei Nebrodi”. È l'appello del presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano, “in considerazione della crescita del 30 percento del numero dei parti passati dai 320 del 2016 ai 416 del 2017, dell’alta assistenza sanitaria offerta alle future mamme e dell’orografia del territorio”.
“Nel 2018 - ha aggiunto Albano - il trend di crescita dei 'nati a Cefalù' ci farà superare il già positivo risultato dello scorso anno”.
Albano ha sottolineato anche gli sforzi fatti dalla Fondazione, in questi anni, “per il reclutamento del personale dell’ostetricia e ginecologia oggi composto da uno staff di 25 specialisti tra ostetriche (nove), pediatri (cinque) e ginecologi (nove). All’ostetricia è stato, inoltre, dedicato il 'reparto gioiello' della Fondazione, interamente rinnovato, con 12 posti letto di cui 4 in camera singola tutte dotate di ogni comfort alberghiero. Ci auguriamo – ha conclude il manager - che il Ministero e i tecnici che si stanno occupando del centro nascite di Cefalù abbiano la stessa sensibilità del passato garantendo a questa grande comunità di poter continuare a fruire di questo importante presidio”.
10.10.2018

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