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sabato, 15 dicembre 2018 ore 11:27
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Termini, fermo il piano Blutec
Il sindaco: ne serve un altro

Il Pd attacca Di Maio assente all'incontro
Il piano Blutec è fermo e il ministro Luigi Di Maio non partecipa all'incontro al Mise per la ripresa produttiva dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese. Lo stallo in cui si trova il progetto induce il sindaco Francesco Giunta a esprimere "profonda preoccupazione" mentre il deputato Pd Carmelo Miceli attacca il ministro e parla di "intollerabile menefreghismo" nei confronti della Sicilia: A Roma si è così verificato che il piano Blutec non ha fatto un solo passo avanti. Tanto che il sindaco chiede un nuovo piano che integri o rimpiazzi quello di Blutec. Lo stallo è testimoniato dal fatto che il contenzioso finanziario tra Blutec e Invitalia non si è chiuso. Invitalia aveva diffidato la società a restituire 20 milioni dei finanziamenti ricevuti perché il suo progetto procede con grandi ritard e incertezze.
"L'accordo - dice il sindaco - non si è ancora definito, e dunque non sono state ancora corrisposte le rate del piano di rientro. Così il nuovo piano non può partire fino a quando non si chiude il vecchio. Ho chiesto al governo di ricercare nuove manifestazioni di interesse al fine di affiancare Blutec oppure di sostituirla, visto che l'azienda non sembra in grado di sostenere, contestualmente, il piano di rientro con Invitalia e il nuovo accordo di programma". Giunta ha anche chiesto al governo di accertare se sussista la possibilità che Fca commissioni a Blutec la produzione di modelli.
Critiche al governo vengono poi da Miceli che chiede maggiore rispetto e attenzione. "Di Maio - dice - ci metta la faccia, non scappi".
"Chiederemo formalmente al ministro - aggiunge - di presenziare a un tavolo, da svolgersi direttamente a Termini, per spiegare ai cittadini e ai lavoratori cosa il governo intende fare per chiudere in maniera positiva la vertenza Blutec. È il momento delle responsabilità. Di Maio e il suo governo abbiano il coraggio di assumersele di fronte a tutti".
Anche la Fiom chiede che vengano cercati nuovi investitori. "L'azienda ha raggiunto l'intesa con Invitalia per ridare indietro 21 milioni e 322 mila euro, ma non l'ha ancora sottoscritta in attesa dell'autorizzazione del Mise”, dicono in una nota Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom-Cgil, e Roberto Mastrosimone, segretario generale Fiom Sicilia.
“La restituzione permetterebbe il finanziamento di un nuovo piano industriale. Ad oggi non c'è coincidenza tra il piano di rioccupazione e la realtà".
La Fiom chiede quindi al governo "di riaprire la vertenza Termini Imerese per avviare la ricerca di nuovi investitori industriali e altre aziende che possano realizzare il piano di reindustrializzazione e rioccupazione dei lavoratori, a partire dalla verifica degli accordi sottoscritti con Blutec".
"Per realizzare le soluzioni strutturali per tutti i lavoratori, sia per quelli dipendenti direttamente da Blutec, sia per quelli dell'indotto, è indispensabile – secondo i due sindacalisti della Fiom - l'utilizzo di nuovi ammortizzatori sociali utili a garantire la piena occupazione. Il governo si è impegnato alla copertura e proroga degli ammortizzatori sociali, con la Regione siciliana al rinnovo dell'accordo di programma, ed infine ha condiviso la proposta della Fiom di verificare attuazione piano rioccupazione Blutec e ricerca di nuove aziende e investitori".
04.10.2018

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