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I DUE SCRITTORI OSPITI DELLA RASSEGNA

Catena Fiorello e Alajmo
agli “incontri” di Cefalù

Due appuntamenti con la scrittura di respiro sociale di Catena Fiorello e con quella intima e dolente di Roberto Alajmo. Li propone la rassegna degli “Incontri d’estate” organizzata dagli Amici del cinema Di Francesca di Cefalù. Martedì 19 giugno alle 18,30 l’incontro con Catena Fiorello, premio Elsa Morante Ragazzi 2018 per il romanzo “Picciriddra” edito da Giunti. Sui temi del libro dialogherà con Teresa Triscari, critico letterario e componente della giuria del premio Morante.
“Picciriddra” apre uno spaccato sulla realtà storica, sociale, culturale, ambientale della Sicilia degli anni Sessanta con particolare riferimento alle politiche dell´emigrazione e dell´emarginazione, ai problemi della donna e del vivere quotidiano.
Quella di Catena Fiorello è una scrittura snella, composita, musicale, dove crasi linguistiche, forme varie di sinestesia culturale, cromatismi e poesia, lessemi e fonemi si fondono e si confondono in una sinfonia di linguaggi e dove, al di sopra di tutto, rimangono le nostre donne e la loro caparbia volontà di lottare.
“D´un ventri di ´na fimmina nascii;
fimmina puru iu, e mi ni vantu…”
Con questa poesia, posta a epigrafe del libro, la scrittrice lancia un messaggio di cui si parlerà nella storica sala del cinema Di Francesca, dove ancora risuona, alta e appassionata, colta e incisiva, la voce di Angela Diana Di Francesca.
L’incontro è stato posto sotto l´egida di “Palermo Capitale Italiana della cultura 2018” che l´ha inserita nella sua programmazione.
Sabato 23 giugno, sempre alle 18,30, sarà la volta di Roberto Alajmo che dialogherà con Marco Betta e Franco Nicastro sui temi del suo ultimo libro autobiografico, “Lestate del ‘78”, edito da Sellerio. I dialoghi saranno accompagnati dalla prima assoluta di “E ‘u munnu ci scappa ri manu” per pianoforte. Il brano è stato composto e sarà eseguito dallo stesso Betta.
Nel ricordo dell’ultimo incontro con la madre, Alajmo utilizza un materiale intimo e personale per scrivere il romanzo di una vita. E lo fa con un registro letterario originale che utilizza per raccontare un disagio familiare e per ritrovare il senso del commiato improvviso, e per lui imprevisto, della madre dal marito, dalla famiglia, dai figli. E purtroppo anche dalla vita.
17.06.2018

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