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Cefalù, venduta la chiesa
di S. Maria di Porto Salvo

La Curia di Cefalù ha venduto, con il consenso della Sovrintendenza ai Bni culturali, l’edificio storico della chiesa di Sant’Andrea o di Santa Maria di Porto Salvo. La chiesa si trova in pieno centro storico, di fronte a Porta Pescara, tra via Porto Salvo e via Vittorio Emanuele. L’Archeoclub di Cefalù si dice “sgomenta di fronte a questa notizia, giunta attraverso voci private e solamente ad affare concluso”.
L’edificio religioso originariamente apparteneva a una confraternita di pescatori, la quale, nel 1560, lo cedette ai frati Eremitani di S. Agostino. Una vicenda complessa, intrecciata tra la Chiesa cefaludense, il popolo dei fedeli e la storia della città, ha infine portato l’edificio di culto al degrado e all’oblio.
Dal 2007, anno in cui per la prima volta l’Archeoclub ha aperto la porta della chiesa per mostrarne al pubblico l’interno, l’associazione ha sottolineato più volte l’esigenza di assicurare all’edificio un’attenzione che comprendesse la tutela artistica e architettonica e la tutela e il decoro degli spazi esterni.
Dieci anni di monitoraggio mostrano, si legge in una nota dell’associazione, “come nel 2007 il soffitto in legno della chiesa fosse ancora integro, mentre nel giugno del 2017 era già interamente crollato”. In questi dieci anni l’Archeoclub d’Italia ha più volte auspicato e chiesto l’intervento degli enti preposti alla sua tutela, proprio per “scongiurare questo enorme danno e per dare a questo bene culturale il rispetto e il decoro che spetta a tutti gli edifici storici e, a maggior ragione, a un edificio sacro”, nato dalla pietas dei pescatori e dalla fede di un popolo intero.
Questo luogo, che nasce come sede di culto, racchiude sotto il pavimento di piastrelle in maiolica i resti mortali di chi vi fu seppellito, e mostra le nicchie vuote dove alloggiavano le statue della Madonna e dei Santi a cui il popolo rivolgeva le proprie preghiere.
Un luogo che, con la sua centralità urbana, il suo portale d’ingresso, gli altri suoi due portali tamponati, e, all’interno, la cantoria lignea, è stato offerto dall’Archeoclub alla conoscenza di più persone e più generazioni. Un luogo che si è cercato di proteggere dalla “protervia di chi vi posteggiava le automobili a ridosso e dall’inciviltà di chi abbandonava lì davanti i propri rifiuti, anche al di fuori del cestino, indecorosamente collocato a fianco del portale”.
Si tratta ancora di un luogo, tra l’altro, il cui degrado non doveva essere “mascherato” con un invasivo pannello di legno, collocato lungo la sua facciata prospiciente la via Vittorio Emanuele. “Un luogo, infine, al cui degrado si è risposto con una vendita a privati”.
“Ci pare opportuno rammentare – aggiunge l’associazione – che il Codice Urbani riserva anche ai beni identitari della storia delle istituzioni religiose la peculiarità di patrimonio culturale; e ancora che, nell’intesa regolamentare stipulata tra la Conferenza episcopale italiana e il Ministero dei beni culturali, le particolari attenzioni di cui tali beni abbisognano si concretizzano nell'affermarsi della necessità di una politica di ‘collaborazione tra autorità civili e istanze confessionali per la conservazione, la tutela e la valorizzazione di tali beni’.
Da una “constatazione dolorosa”: la manutenzione ordinaria dei “beni” continua a essere ignorata. “Si interviene – secodo l’Archeoclub – solamente quando il danno è difficile e oneroso da riparare; si lascia che una buona percentuale di essi, politicamente sbandierati come nostra comune ricchezza, deperisca o svanisca nella sua materialità, o – peggio – che subisca una trasformazione per scopi radicalmente differenti da quelli che ne improntarono l’originaria identità comunitaria”.
Per l’associazione “non si può tacere su quanto avvenuto”. “Né si può ignorare l’eventualità che ciò succeda per altri beni, siano essi di proprietà della Chiesa o di proprietà dello Stato”. La “proprietà”, è la conclusione, va intesa correttamente non come semplice possesso, ma anche e soprattutto come diritto e obbligo alla loro custodia”.
09.04.2018

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