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lunedì, 23 luglio 2018 ore 11:43
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PER ORDINE DEL MAGISTRATO

Liquami in mare, sequestrato
impianto fognario a Cefalù

Sindaco: chiesti interventi un mese fa
Sequestrato dalla polizia l’impianto di sollevamento della rete fognaria di piazza Marina a Cefalù. Il cattivo funzionamento di alcune pompe avrebbe provocato lo sversamento in mare di liquami non trattati. L’ordine di sequestro è stato emesso dal pm Giovanni Antoci della Proccura della Repubblica di Termini Imerese il quale indaga per inquinamento ambientale, allo stato a carico di ignoti.
Le verifiche della polizia avrebbero accertato, si legge nel provvedimento, “una condizione di grave inquinamento ambientale dell’area marittima che si trova a ridosso del Molo di Cefalù cagionata dal continuo sversamento in mare di liquami fognari non trattati provenienti dalle vasche di raccolta e sollevamento del sistema fognario della città”.
Lo sversamento “non casuale” sarebbe cominciato un mese fa con “la conseguente compromissione significativa della porzione di mare interessata dall’abusivo smaltimento degli scarichi fognari”.
Alle operazioni di sequestro hanno preso parte tecnici dell’Arpa, che hanno provveduto al prelievo e alla campionatura delle acque per le successive analisi tecniche.
Lo sversamento in mare dei liquami, secondo la polizia, averebbe provocato un “conseguente deterioramento dell’ecosistema, della flora e della fauna marina, con l’aggravante che l’inquinamento ricade in un’area sottoposta a speciali vincoli storici, paesaggistico-ambientali e naturalistico-archeologici come quella a ridosso delle mura megalitiche del centro storico di Cefalù e di uno dei tratti di mare più protetti e suggestivi della Sicilia occidentale”.
L’impianto sequestrato è stato affidato all’amministrazione comunale.
L'amministrazione comunale aveva chiesto a una ditta specializzata di riparare i guasti alle pompe dell'impianto fognario sequestrato. Lo ha reso noto il sindaco Rosario Lapunzina che aveva firmato un'ordinanza per il ripristino delle "condizioni di funzionalità e di sicurezza igienico-sanitaria" dell'impianto.
La vicenda, ha aggiunto il sindaco, si inquadra nella questione, ancora irrisolta, dell'affidamento del servizio idrico integrato a un "gestore unico". La sua individuazione spetta all'Ati (Assemblea territoriale idrica) di Palermo, "già diffidata dall'Assessorato regionale energia e, malgrado ciò, ancora inadempiente".
"Il Comune di Cefalù - ha ancora precisato il sindaco - non è abilitato alla gestione diretta del servizio né al suo affidamento a terzi. Tuttavia, proprio in ragione dell'accertato stato di non regolare funzionamento dell'impianto e della possibilità che potessero verificarsi condizioni di disagio ambientale con connessioni di natura igienico-sanitaria, il 14 novembre è stata emanata, nei confronti di una ditta specializzata nel settore, apposita Ordinanza sindacale, volta alla "esecuzione delle opere urgenti finalizzate al ripristino della generali condizioni di funzionalità e di sicurezza igienico-sanitaria degli impianti della stazione di sollevamento di Piazza Marina". Il Comune aveva già impegnato per i lavori una spesa di diecimila euro.
28.12.2017

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