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domenica, 20 agosto 2017 ore 5:49
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INDIVIDUATO DALLA POLIZIA

Cefalù, arrestato l'uomo
che ha incendiato Ferla

Scoperto su indicazione dei residenti
Individuato e arrestato l’autore presunto degli incendi che una settimana fa hanno devastato contrada Ferla a Cefalù. È Antonino Fertitta, 38 anni, fermato dalla polizia sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Termini Imerese.
L’uomo, cefaludese, è accusato di avere innescato un incendio doloso, continuato e aggravato, sui boschi e sulla macchia mediterranea, con pericolo agli edifici e danni sull’area protetta del “Parco delle Madonie”.  
Il fronte di fuoco, che aveva avuto dieci focolai, si era sviluppato il 3 e 4 agosto su un territorio assai vasto sul versante messinese nel quale si trovano insediamenti abitativi di carattere stagionale. Gli inneschi sono stati alimentati da temperature torride, vento e vegetazione incolta e si sono propagati per alcuni ettari di macchia mediterranea e area boschiva. Per domare le fiamme sono intervenute varie squadre di vigili del fuoco e volontari della Protezione civile appoggiate da un Canadair.
Tutta l’area interessata dai fuochi è stata presidiata dai mezzi di soccorso e dagli agenti del commissariato di P.S. di Cefalù che si sono attivati nell’immediatezza alla ricerca dei responsabili di un incendio che appariva da subito doloso per le modalità in cui era divampato e le caratteristiche del territorio coinvolto.
Preziose in questa fase sono risultate le testimonianze di alcuni proprietari degli immobili che, alla stregua di vere e proprie “sentinelle”, ed esasperati dai continui incendi che oramai periodicamente mettevano in serio pericolo la loro incolumità e quella delle famiglie, fornivano agli investigatori del commissariato di Cefalù informazioni utili per il prosieguo delle indagini.
Successive perquisizioni e complesse attività investigative svolte dai poliziotti, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese, hanno consentito di acquisire ulteriori elementi che, da ultimo, hanno condotto all’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere per Fertitta.
L'arresto dell'uomo è l'epilogo di una complessa indagine che è cominciata subito dopo i primi incendi. Fertitta è stato tenuto d'occhio in modo stringente, era stato pedinato e una volta anche fermato mentre con la moto si aggirava tra le strade di campagna. Gli investigatori sospettano che abbia più volte tentato di incendiare la vegetazione. Ma le segnalazioni dei residenti hanno evitato che il fuoco si propagasse in modo incontrollabile, com'era appunto accaduto nella notte tra il 3 e il 4 agosto.

IL SINDACO: GRANDE INDIGNAZIONE

«La notizia dell’arresto di un cefaludese con l’accusa di essere un piromane suscita in me una forte emozione, poiché il mio pensiero non può non andare ai drammatici eventi incendiari del 16 giugno 2016 che hanno pesantemente ferito gran parte del territorio comunale e a seguito del quali, ancora oggi, sei nuclei familiari sono ospitate in abitazioni prese in affitto dal comune in quanto le loro sono andate distrutte dai roghi». 
Così il sindaco di Cefalù , Rosario Lapunzina, ha commentato la notizia dell’arresto del presunto incendiario.
«Proprio nei giorni della Festa del Ss. Salvatore ripetuti incendi, di evidente natura dolosa, sono stati appiccati in contrada Ferla, destando la preoccupazione è l’indignazione dei cittadini costringendoci a mettere in atto un allerta continuo. Io stesso, più volte, ho diramato degli inviti alla popolazione per segnalare alle forze dell’ordine l’avvistamento di piromani. Pur con la presunzione d’innocenza che spetta a qualunque cittadino fino a condanna definitiva, confidiamo – ha aggiunto Lapunzina –  nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine e chiediamo che nei confronti di chi si rende responsabile del gravissimo reato di incendio doloso, qualora accertata la propria responsabilità, sia esercitata la massima severità prevista dalla legge, poiché responsabile di un crimine che oltre a distruggere un territorio bellissimo e mettere a repentaglio persone e cose offende la sensibilità di ogni cittadino».
«Chi si rende responsabile di questo gravissimo reato – ha concluso Lapunzina –  non è degno di essere considerato cefaludese».
11.08.2017

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