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BUFERA A TRAPANI SUI TRASPORTI MARITTIMI

Gare & favori, un Rolex
accusa Simona Vicari

Indagato anche il presidente Crocetta
Un Rolex come "regalo" per un emendamento che riduceva l’Iva sul trasporto marittimo. Quel Rolex ora coinvolge la sottosegretaria Simona Vicari in un’inchiesta in cui è indagato anche il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e che intanto ha scatenato una bufera sul mondo politico e imprenditoriale di Trapani con l’arresto del deputato regionale Girolamo Fazio, candidato sindaco in uno schieramento di centro destra, e dell’armatore Ettore Morace, patron del Trapani calcio e titolare della società di navigazione “Liberty Lines” che gestisce i collegamenti con le isole minori. In manette anche il funzionario regionale Giuseppe Montalto. Sono accusati di avere alimentato un giro di mazzette per ottenere benefici in favore degli esercenti di linee di trasporto marittimo.
L’operazione dei carabinieri è coordinata dal procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, e dai pm Dino Petralia, Luca Battinieri e Francesco Gualtieri.
Il quadro dell’indagine è stato così ricostruito dal procuratore Lo Voi: "L'armatore Ettore Morace è entrato in contatto con un politico nazionale, attraverso un tramite, e ha così ottenuto l'approvazione di un emendamento che riduceva dal 10 al 4 per cento l'Iva sui trasporti marittimi urbani. Sia il politico che il tramite hanno ricevuto in cambio due Rolex". Rolex economici, comunque, d'acciaio si sente dire in un'intercettazione ambientale. È questo passaggio dell’inchiesta a incrociare la figura di Simona Vicari, iscritta nel registro degli indagati. È indagata anche l'ex deputata Marianna Caronia, ora candidata alle comunali di Palermo in una lista che sostiene Fabrizio Ferrandelli. Caronia da ex dipendente della Siremar avrebbe ottenuto da Morace una cospicua liquidazione. In cambio dei favori fatti Montalto, segretario particolare dell'assessore regionale alle infrastrutture Giovanni Pistorio, avrebbe poi ottenuto da Morace l'assunzione di un amico giornalista nella sua società di navigazione.
Le gare sul trasporto marittimo attorno alle quali avrebbero girato mazzette e favori sono state bandite tra il 2015 e il 2016: 63 milioni di euro per i servizi di aliscafi per le isole minori e 56 milioni di euro per la Siremar. Un ruolo chiave in entrambe le gare sarebbe stato svolto da Morace con la sua Ustica Lines (ora Liberty Lines) e poi in società con il gruppo Franza nella Siremar.
I problemi, e poi l’inchiesta, sono sorti quando il dirigente del dipartimento regionale trasporti, Fulvio Bellomo, ha rivisto i criteri e ridotto gli importi.
Partita l’inchiesta, si è accertato un sovradimensionamento della compensazione finanziaria, ottenuto attraverso “l’indebita ingerenza di Salvatrice Severino, già dirigente del servizio 2 trasporto regionale aereo e marittimo dell’assessorato alle infrastrutture e trasporti, nonché del deputato regionale trapanese Girolamo Fazio”.
Le indagini hanno ancora accertato una “reale cointeressenza economica tra l’armatore Morace e l’onorevole Fazio, tale da poter ipotizzare il reato di abuso d’ufficio nella condotta di quest’ultimo” e “un notevole attivismo di Morace nel tessere una vasta e diversificata rete di supporto politico-istituzionale, a livello regionale e nazionale, finalizzata al rafforzamento della posizione di quasi monopolio della Liberty Lines e all’aggiudicazione di fondi regionali gonfiati”.
“Morace – scrivono gli investigatori – gode del forte appoggio del sottosegretario di Stato al Ministero dei trasporti, senatrice Simona Vicari (…)”..Morace sarebbe così riuscito a ottenere la “presentazione e l’approvazione di un emendamento alla legge di stabilità dello Stato con il quale veniva ridotta l’imposta Iva dal 10 al 5 per cento per i trasporti su navi veloci, causando un ammanco alle casse dello Stato di 7 milioni di euro e, conseguenziale, notevole arricchimento della società Liberty Lines”.
C'è poi il capitolo che riguarda Crocetta, indagato per concorso in corruzione, di cui i Cinque stelle chiedono le dimissioni. Morace aveva chiesto di estendere oltre il termine del 3 settembre i collegamenti con le Egadi, servizio che ha prodotto tre milioni di euro. Agli atti dell'indagine risulta che l'armatore aveva ottenuto l'estensione del servizio. E alla fine avrebbe offerto a Crocetta una vacanza a Filicudi. Crocetta nega di avere usufruito di una vacanza pagata dall'armatore a Filicudi e di averla pagata di tasca propria.
"Da quando sono presidente - dice - In Sicilia la spesa per il trasporto marittimo si è ridotta di circa 30 milioni di euro. Sarebbe un modo singolare per agevolare gli armatori".
Dagli atti dell'inchiesta viene fuori anche un finanziamenti a "Riparti Sicilia", il movimento di Crocetta. Morace gli avrebbe fatto pervenire un contributo di 5 mila euro tramite il presidente dell'Ast, Massimo Finocchiaro, il quale è indagato. Ma Finocchiaro ha assicurato che "tutto è avvenuto nella massima trasparenza".
19.05.2017

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