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lunedì, 25 settembre 2017 ore 13:44
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QUATTRO PALERMITANI ARRESTATI DAI CARABINIERI

Finale, furto in un deposito
fa scoprire carne macellata

Avevano appena rubato materiale edile in un’area di Finale di Pollina. I carabinieri di Cefalù li hanno sorpresi e arrestati. Sono quattro palermitani: Un controllo ha portato poi alla scoperta di carne macellata in alcune celle frigorifere alimentate attraverso un allaccio abusivo alla rete elettrica. Un danno per 80 mila euro.
Gli arrestati sono A. B. di 25 anni, M. C. di 35 e M. C. di 36; arrestato anche G. S. di comodatario del terreno, G. S. di 58 anni. Quest’ultimo è accusato di furto di energia elettrica. Tutti hanno precedenti di polizia.
È accaduto alle prime luci dell’alba. Una pattuglia ha notato un furgone con cassone uscire dal deposito con tre soggetti a bordo mentre cercava di allontanarsi a forte velocità.
I carabinieri hanno deciso di procedere a un controllo e hanno così rinvenuto all’interno del furgone ponteggi edili per un valore di circa 9 mila euro. I giovani, non sapendo fornire spiegazioni plausibili, sono stati accompagnati presso il comando provinciale. Si è appurato che il materiale era stato sottratto a una ditta impegnata in lavori di ristrutturazione. Per tale motivo, i tre palermitani sono stati arrestati con l’accusa di furto aggravato in flagranza. I successivi controlli effettuati nel fondo hanno permesso di portare alla luce anche la presenza di celle frigorifere collegate illecitamente alla rete elettrica, con un danno stimato di circa 80 mila euro. All’interno delle stesse celle, inoltre, è stata trovata carne lavorata, tra cui frattaglie, carcasse e teste di bovino, la cui destinazione non è ancora accertata.
Sul posto sono sopraggiunti anche i veterinari dell’Asp di Palermo che unitamente ai carabinieri hanno sequestrato l’intera area e quanto rinvenuto. In definitiva, anche G. S., comodatario del fondo, è stato arrestato per furto di energia elettrica e giudicato, unitamente ai tre giovani, con rito direttissimo. Dopo la convalida dei provvedimenti M. C. e S. C. sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, mentre gli altri due sono stati rimessi in libertà.
13.05.2017

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