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domenica, 18 aprile 2021 ore 9:49
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ADOTTATO IL MODELLO DI SOUTH WORKING

Castelbuono scommette
sul lavoro da remoto

Coworking funzionali all’interno di poli museali e sedi storiche, pause pranzo gourmet, strutture ricettive in convenzione e una grande varietà di attività per il tempo libero per scoprire un territorio davvero straordinario. Nasce così “South Working Castelbuono” per il lavoro da remoto a quindici minuti dal mare della costa nord siciliana e attorniata dalle cime più incantevoli delle Madonie, all’interno dei principali monumenti che raccontano la storia di questa cittadina, oggi tra le più dinamiche di Sicilia.
South Working Castelbuono è il marchio di un progetto che unisce storia e futuro e fa del borgo medievale il primo presidio attivo in Italia e ufficialmente riconosciuto dall’Associazione South Working - Lavorare dal Sud®.
Tutto è partito alle fine dello scorso anno dall’iniziativa di un gruppo di castelbuonesi fra cui dei south worker locali, accolti dalla comunità fin dalle prime fasi della pandemia. “Già da fine febbraio 2020 - spiegano gli ideatori - abbiamo deciso di spostarci a Castelbuono per affrontare la pandemia in un contesto di minore incertezza sanitaria ed è subito emerso l’impatto positivo sulla nostra produttività: per questo abbiamo deciso insieme di creare un sistema locale integrato indirizzato a tutti coloro che vogliano svolgere il proprio lavoro a distanza in questo meraviglioso angolo di Sicilia”.
Anche qui l'emergenza da Covid-19 ha innescato dei mutamenti che hanno generato conseguenze sia sulla società che sul mondo del lavoro: cambiamenti che resteranno tali anche quando ci lasceremo alle spalle questo periodo. Tra questi c’è l’esplosione del lavoro da remoto con la possibilità che esso diventi un’occasione di rilancio dei territori, soprattutto quelli del meridione d’Italia, grazie al controesodo della fuga dei cervelli. Questo fenomeno è stato studiato dall’Associazione South Working - Lavorare dal Sud, composta da giovani professionisti, manager e accademici.
L’obiettivo, partendo dalle agevolazioni inserite nel decreto Crescita 2019, è quello di sottoporre al legislatore proposte per far riconoscere migliori condizioni contrattuali a chi usufruisca di questa nuova modalità lavorativa, per una nuova opportunità di rilancio economico e sociale d’Italia, partendo proprio dalle regioni del Mezzogiorno.
“A Castelbuono - raccontano vari south worker - per via della sua posizione geografica e del suo fermento socioculturale, la qualità della vita è eccellente. Siamo nati qui e anche se i borghi delle aree interne sono lontani dallo stile di vita tipico delle città in cui ci siamo trasferiti, operando da remoto nei coworking sparsi per il paese non abbiamo avuto alcun disagio, riuscendo ad essere felici senza ridurre gli standard di produttività a cui eravamo abituati. Per questo abbiamo pensato che lavorare da Castelbuono fosse un’esperienza da vivere e condividere e quindi abbiamo accolto con entusiasmo il progetto con l’intento di diffonderlo all’interno dei nostri network di colleghi e amici: è un’opportunità da sfruttare anche quando sarà più semplice spostarsi fra le regioni e dall’estero”.
South Working Castelbuono è un modello che accoglie il lavoro agile di ogni professionista: da chi è nativo di questi luoghi ma ha dovuto lasciarli per il Nord Italia ed Europa, a chi ancora non conosce questo splendido borgo medievale dove tutto è raggiungibile a piedi, e vuole sceglierlo per trascorrere una parentesi di lavoro green.
“Crediamo molto nell’efficacia delle soluzioni che abbiamo iniziato a immaginare a partire da marzo 2020. Castelbuono sarà tra i primi esempi in Italia che vedrà il coinvolgimento della comunità locale e quella dei south worker nello svolgimento di un progetto di grande importanza e replicabile in numerose aree interne d’Italia”, ha dichiarato Mario Mirabile, vicepresidente di South Working - Lavorare dal Sud®. La presidente, Elena Militello, ha aggiunto: “A Castelbuono è già diventata realtà la visione che ci ha spinto, come South Working, a impegnarci in tutto questo ultimo anno per immaginare una risposta positiva alla negatività di questo periodo storico, con benefici per i nostri territori, da cui normalmente i giovani vanno via per studiare o per lavorare, ed è una realtà entusiasmante”.
La sinergia con le Istituzioni comunali e con il Centro commerciale naturale Castelbuono è stata cruciale per la realizzabilità del progetto: dalla concessione di spazi pubblici per i coworking e di un avanzato sistema di WiFi, fino al coinvolgimento del personale comunale che ha accolto con entusiasmo l’impegno di gestire le attività ordinarie degli spazi. “Abbiamo subito assecondato i promotori di questa iniziativa e reso disponibile quanto necessario – ha detto il sindaco di Castelbuono, Mario Cicero - consapevoli delle potenzialità e del contributo che avrebbero potuto fornire alla sua realizzazione e diffusione grazie alle loro competenze e al loro network”.
“Il ruolo dei musei, specie in tempi di pandemia e distanziamento, deve evolversi in quello di dispositivi culturali dinamici, capaci di rispondere a funzioni civiche del tutto nuove e diventare anche poli aggregativi di competenze”, afferma Laura Barreca, direttore del Museo Civico di Castelbuono, una delle tre sedi coworking, posta all’interno del trecentesco Castello dei Ventimiglia.
Il sito web dedicato sw.ccncastelbuono.com raccoglie tutti gli elementi necessari per permettere agli utenti di pianificare il proprio South Working a Castelbuono: i tre spazi coworking con un sistema WiFi avanzato (minino 20Mbps) offerto da Fiber Telecom e un tool di prenotazione delle 20 postazioni disponibili, accoglienti strutture ricettive, ottimi ristoranti per la pausa pranzo e molte idee per il tempo libero.
02.04.2021

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