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domenica, 17 gennaio 2021 ore 4:46
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L’INIZIATIVA PROMOSSA DAL PARCO DELLE MADONIE

Tutti d’accordo: in Sicilia
niente scorie nucleari

Nessuna scoria nucleare arriverà in Sicilia. Tantomeno a Vicaretto, il sito dell’area del Parco delle Madonie individuato con altre tre località siciliane come deposito di materiale radioattivo. Di questo sono fermamente convinti sia l’assessore regionale Toto Cordaro che il presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché. E lo hanno proclamato nell’incontro promosso a Petralia Sottana dal presidente del Parco delle Madonie, Angelo Merlino. L’occasione era una seduta allargata e pubblica del consiglio del Parco al quale hanno partecipato, oltre a Cordaro e Micciché, i sindaci del comprensorio e i rappresentanti di vari organismi sovracomunali. Tutti concordi e tutti contrari alle scelte fatte, su incarico del governo, dalla Sogin, la società di gestione degli impianti nucleari. Gli interventi hanno portato una visione condivisa su una scelta che si pone in contrasto con le vocazioni ambientaliste della Sicilia e con le politiche di contrasto dello spopolamento delle aree interne che, come ha sottolineato Pietro Macaluso presidente dell’Unione dei comuni delle Madonie, puntano invece sulla valorizzazione dei beni culturali, sull’agricoltura biologica e sul turismo.
Molto caustico il giudizio di Micciché: "Si tratta di una grande minchiata". Anche lui, come Cordaro, sostiene che nessuno dei quattro siti siciliani può essere considerato idoneo al programma di stoccaggio delle scorie. Per Micciché si tratta di una "proposta fuori dal mondo da restituire al mittente".
Cordaro ha ricostruito tutto l'iter della individuazione di 67 siti in tutta Italia. Sotto procedura di infrazione, il governo ha quindi accelerato la elaborazione di una mappa basata però solo su elementi "cartolari" e non sull’esito di sopralluoghi nelle aree individuate. Sul rifiuto della scelta, ha assicurato Cordaro c'è unanimità politica e istituzionale, confermata dal capogruppo del Pd all'Ars, Giuseppe Lupo, collegato in videoconferenza.
Dopo l’annuncio del governo si stanno ora sviluppando tutte le azioni necessarie per fare cambiare la proposta. Il 15 gennaio Cordaro insedierà un gruppo di lavoro da lui stesso presieduto e coordinato da Aurelio Angelini con la partecipazione dei sindaci interessati, dei rappresentanti dei quattro atenei siciliani e del presidente della commissione ambiente dell'Ars.
Il gruppo ha il compito di elaborare anche con dati scientifici una relazione contraria alla scelta dei siti in Sicilia incompatibile con le caratteristiche ambientaliste della Sicilia che ospita sette siti Unesco e due di geopark, tra cui proprio quello del Parco delle Madonie. Cordaro ha poi ricordato che le scorie, tutte prodotte nei processi industriali del Nord dovrebbero arrivare in Sicilia dopo un lungo viaggio che presenta tante criticità di sicurezza.
Allo stato la procedura è nella fase della consultazione. Lo stesso governo, e il ministro dell’ambiente in modo particolare, non intende forzare la mano. I sindaci, la Regione, gli enti territoriali hanno 60 giorni di tempo per presentare una relazione. Ma sull'esito Cordaro si dice fiducioso: “In Sicilia queste scorie non arriveranno".
13.01.2021

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