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Mostre, Franco Guarnera
e un'arte tutta da "leggere"

Lo stile e l'idea colta che lo sostiene riportano a un'originale prova artistica. Ne è interprete Franco Guarnera che fino al 9 novembre 2020 espone i suoi “Percorsi nell’arte lunghi una vita”, presso l’Ottagono di Santa Caterina. Il patrocinio è del Comune di Cefalù. La mostra sarà visitabile dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00.
Probabilmente Franco Guarnera è più conosciuto come scrittore, in particolare per l’importante opera Il cigno di Triquetra, biografia romanzata (ma per molti aspetti un vero romanzo storico) che ricostruisce la vita avventurosa di un poeta siciliano del Cinquecento, Antonio Veneziano. Si conosce, quindi, un Guarnera “da leggere” e la sua produzione pittorica, così ricca e articolata, è sicuramente per molti una vera e propria scoperta.
In realtà, però, anche la sua pittura risulta “da leggere”, perché le opere di Franco Guarnera vanno guardate, osservate, analizzate e lette come si legge un’opera letteraria.
"Legenda" è una delle opere che meglio esprime questo livello di lettura. In primo piano un giornale aperto che “nasconde” in parte l’uomo che probabilmente lo sta leggendo, anche se il suo sguardo sembra andare oltre le pagine, verso l’osservatore, in maniera un po’ ammiccante e con un sorriso ambiguo. Interessanti le scritte presenti nell’opera: in quelle che potrebbero essere le insegne della rivendita, in un gioco di accostamenti di ritagli, si può leggere “Chiedete un giorn a letto”, in cui la parola giornaletto acquista sensi nuovi, e poi “Leggete un’h”, con tutti i molteplici significati che questa espressione può assumere. Sullo sfondo sono presenti tanti lettori, con volti anonimi o simili a maschere. C’è tanto da leggere e da interpretare in quest’opera, come in qualsiasi caso di cronaca cui fa riferimento il giornale (un uomo minaccia una donna nuda) e le parole-ritagli invitano alla lettura e alla riflessione.
Pittura colta, quella di Franco Guarnera, originale e assolutamente personale, ma nutrita dalla profonda conoscenza dell’arte e della sua storia, e sicuramente da tutte le avanguardie che hanno rinnovato il modo di rappresentare la realtà e di superarla. In questo caso non possiamo non pensare a un certo illusionismo di Magritte, volto a creare un cortocircuito visivo attraverso le surreali trasformazioni degli oggetti rappresentati, con spostamenti di senso e messaggi enigmatici.
Se quest’opera è esplicitamente da leggere, “legenda” è tutta la produzione di Guarnera, nei diversi percorsi tematici: i miti, le donne, i paesaggi e gli ambienti, le nature morte, gli autoritratti. Inoltre, dietro l’apparente semplicità di alcune opere che potrebbe indurre l’osservatore a considerarle ingenue e un po’ na?f, affiorano la cultura artistica, la stratificazione di esperienze conoscitive, la competenza pittorica: e non è fuori luogo pensare a Picasso che affermava di avere impiegato tutta la vita per dipingere come un bambino.
I paesaggi e gli ambienti conducono l’osservatore verso i due poli fondamentali della biografia dell’autore, Roma e Cefalù. A volte le opere rappresentano semplici momenti di vita quotidiana in ambienti come quelli del salone del barbiere o del bar, a volte i paesaggi sono rappresentati in maniera impressionistica o post-impressionistica, con la presenza di figure umane e con la molteplicità di stili e tendenze legate a questo linguaggio pittorico.
Franco Guarnera ama sperimentare e sperimentarsi in una molteplicità di linguaggi (oltre alla scrittura e alla pittura, anche la musica): una pittura varia per temi e stili, un modo per raccontarsi, lui persona elegantemente riservata, per lasciare intravedere se stesso e la ricchezza della sua personalità, come inducono a pensare le mille sfaccettature dei suoi tanti autoritratti.
Il catalogo della mostra (Edizioni Marsala) contiene opere pittoriche realizzate dal 1942, quando l’artista aveva solo undici anni, al 2018.
La mostra e il catalogo sono stati curati da Roberto Giacchino, presidente dell’associazione “Cefalù Città degli Artisti”, e da chi firma questa nota.
31.10.2020
Rosalba Gallà

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